mercoledì 28 novembre 2007

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick

*** SPOILER ***

Non posso fare altro che commentare con un WOW a caratteri cubitali. Non impazzisco per la fantascienza, anzi fino a quando non mi hanno costretto a leggere qualcosa di Philip Dick, ero convinta che fosse un genere stupido. :D Mai pregiudizio fu più sbagliato.
Questo libro mi ha preso dall'inizio alla fine. È abbastanza semplice da leggere; i periodi non sono complessi e il lessico non è ricercato. Forse dipende dalla traduzione, ma alcune frasi sono... brutte. Non so come spiegarmi, certe volte leggendo si ha la sensazione che certe frasi suonino proprio male, come se fossero grammaticalmente scorrette. Avendo letto altri libri di Dick, questa apparente mancanza di cura (della traduzione o non so che) mi da un po' fastidio.

Nonostante ciò, come dicevo, la trama prende moltissimo; in particolare c'è una parte in cui non si riesce più a distinguere chi sia androide e chi no, e il desiderio di capire cosa stia accadendo tiene incollati alla lettura.
All'epoca della lettura non avevo ancora visto Blade Runner, quindi mi sono goduta la storia del libro senza nessuna contaminazione cinematografica, anche se si tratta di due esperienza davvero molto differenti. Lo stesso Dick, in una sua autobiografia, ha affermato che il film ha stravolto il suo libro e se da un lato me ne dispiaccio, dall'altro penso che il film è così immensamente bello che ben venga lo stravolgimento. :)

La conclusione mi ha lasciato un po'... così :/ Tuttavia, resta un libro che consiglio vivamente!

mercoledì 8 agosto 2007

Bara wa bara wa Utsukushiku chiru

Le rose, le rose appassiscono in bellezza.

Io non sono una rosa e a dire il vero non mi piacciono granché. Al contrario adoro Versailles no bara, la cui opening si chiama appunto "Bara wa utsukushiku chiru", cioè le rose appassiscono in bellezza. E in effetti le rose di Versailles (Oscar, Maria Antonietta e Fersen) muoiono giovani e belle in perfetto stile Ikeda.

Per la n-sima volta sto guardando l'anime di Versailles no bara. Questa volta, però, in giapponese. Lo so a memoria al punto di non dover nemmeno usare i sottotitoli. LOL! Mi fa pure uno strano effetto perché sono così abituata a sentire il doppiaggio italiano che le voci giapponesi, seppur bellissime, mi sembrano posticce. :p
Senza contare che alcune pronunce dei nomi mi fanno sbellicare: Maarì Antuanetto proprio non si può sentire! XD
Nonostante ciò amo Oscar anche in giapponese. *_*
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lunedì 30 luglio 2007

Morte di lunedì

Titolo: Morte di lunedì
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

E' lunedì e Brennan è nella cantina di una pizzeria alle prese con tre scheletri femminili che sembrano essere lì da molto tempo. L'investigatore Claudel è convinto che siano scheletri molto antichi probabilmente risalenti a qualche sepoltura rituale, mentre la dottoressa Brennan ritiene che in ogni caso gli scheletri meritino un nome e un'indagine, ma sembra che nessuno sia interessato a quelle ossa. Intanto Charbonneau spettegola con Temperance circa una misteriosa ragazzina che accompagna Ryan e la gelosia inizia a farsi strada nella relazione tra l'antropologa e l'agente della SQ.
Tempe per far in modo che Claudel si interessi al caso, come sempre, conduce delle indagini non ufficiali in modo da raccogliere prove ed elementi rilevanti e come sempre si spinge troppo oltre e finisce nei guai. ^^;

Anche questo romanzo è veramente bello. L'ho letto in pochissimo tempo (tipo 3 giorni) in modo quasi ossessivo: non vedevo l'ora di arrivare alla fine sia per leggere la conclusione del caso, sia per sapere come si sarebbe evoluta la storia tra Brennan e Ryan. :3
Ho notato che rispetto ai primi libri scritti, l'autrice è migliorata tantissimo nella tecnica narrativa: non ho trovato nessuno degli ultimi libri letti noiosi, anzi il contrario.

Brennan è diventata acidissima e molto permalosa e spesso i suoi atteggiamenti mi irritavano... lol, è strano, trovo la protagonista veramente antipatica, ma questo la rende molto molto umana ^^
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sabato 28 luglio 2007

Autobiografia

Titolo: Autobiografia
Autore: Boris Pasternak
Casa editrice: Feltrinelli

Questa autobiografia era stata concepita dall'autore per essere l'introduzione di una raccolta di sue poesie inedite. E' costituita da cinque capitoli e due conclusioni. La narrazione parte dall'infanzia dell'autore e copre circa 20 anni di vita. Egli stesso nella prima conclusione afferma che non era suo interesse raccontare tutta la sua vita.
La cosa interessante di questa autobiografia è che Pasternak non riporta gli eventi salienti della sua esistenza come se fosse una cronaca o un elenco di date, luoghi e fatti, ma egli descrive i suoi pensieri, le motivazioni delle sue azioni, il rapporto con le persone conosciute, etc. Offre al lettore uno spaccato degli ideali letterari e poetici suoi contemporanei, la ricerca di un suo originale modo di espressione e la sua ammirazione per tanti poeti contemporanei poi diventati famosi o che hanno fatto una brutta fine.

Ho trovato la lettura un pochino noiosa, ma il libro è breve quindi la noia non si trasforma in pesantezza. Mi sarebbe piaciuto se si fosse parlato anche del dottor Zivago e di quello che accadde dopo la sua pubblicazione (semi clandestina) in Italia. Ma in fondo è storia nota e non bella, mentre la sua gioventù è come dire più... pulita.

Per me che adoro il dottor Zivago è stata una lettura "dovuta" ^^
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venerdì 13 luglio 2007

Ceneri

Titolo: Ceneri
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

Brennan è a Charlotte e si accinge a passare una settimana al mare con Ryan in arrivo dal Canada. Ha concluso le sue analisi sulle ossa di un neonato trovato carbonizzato in una stufa e su quelle di orso rinvenute in una fattoria all'apparenza abbandonata in cui si era recata per un barbecue (o qualcosa di simile) con sua figlia.
Ovviamente accade qualcosa di imprevisto :D : un piccolo aereo si schianta su una parete rocciosa. L'ipotesi è che siano trafficanti di droga e che per chissà quale motivo abbiano perso il controllo dell'aereo. Il lavoro impedisce a Tempe di realizzare i suoi progetti, ma diciamo che è comunque "appagata" dalla presenza di Ryan (finalmente! :D). Intanto le indagini vanno avanti e si prospetta uno scenario fatto di corrieri di droga, contrabbandieri e vittime innocenti che hanno avuto la brillante idea di ficcare il naso. Inoltre nella casella postale di Brennan arrivano delle email minatorie, rivolte anche a sua figlia.
L'impavida dottoressa Tempe Brennan, non si lascia intimidire e anche questa volta si ficca in guai seri.

Anche questa storia è davvero bella. ^^ E' un puzzle che si completa solo alla fine, ma non nel solito modo cretino dei libri precedenti, è veramente armonico a graduale, senza genialate improbabili: alla fine chi legge viene messo al corrente di tutto quello che succede e può seguire l'indagine senza chiedersi "ma perché quelli stanno andando là?" o "perché hanno capito che il tizio è l'assassino?"
La storia tra Brennan e Ryan prende piede: evviva!!!!

Mi chiedo come faccia Tempe ad avere ancora un cervello funzionane visto il numero di volte in cui l'hanno sbattutta di testa contro un muro/porta/spigolo/pietre/etcetc... E' unbreakable! :D
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Il villaggio degli innocenti

Titolo: Il villaggio degli innocenti
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

Questa volta la dottoressa Brennan vola in Guatemala per partecipare al progetto di identificazione delle vittime della violenza dell'esercito e dei gruppi paramilitari. Ufficialmente il suo lavoro consiste nell'identificare gli scheletri rinvenuti in un pozzo, appartenenti a donne e bambini, e nel determinare la causa della morte di questi ultimi (percosse, colpi di machete, colpi di arma da fuoco e decapitazione), ma viene coinvolta da un investigatore locale in un indagine su un presunto serial killer che ammazza ragazze minorenni. Sono scomparse 4 ragazze, tutte diverse tra loro, e tra esse vi è anche la figlia dell'ambasciatore canadese.
Alla fine le cose non saranno come sembravano e la dottoressa Brennan rischierà la vita (per l'ennesima volta) sotto l'effetto di farmaci e droga.

Beh, che dire, questo capitolo m'è piaciuto davvero tanto! Sarà per il sospetto che le cose non siano poi così elementari come sembrano, sarà per la presenza di un pericolo costante derivante dal trovarsi in uno stato in cui le leggi ci sono, ma è come se non ci fossero dato che l'amnistia ha permesso ad ex assassini di occupare posti rilevanti nel governo del paese, sarà per il fatto che Brennan non può avere il controllo su ciò che accade perché lì non solo è straniera, ma conta meno di un fagiolino, sarà per tante altre cose, ma non ci si riesce a staccare dal libro. Inoltre la storia Brennan/Ryan sembra quasi concretizzarsi. *.*

Detto papale papale, in questo capitolo Brennan è proprio arrapata. Non fa altro che pensare a Ryan e all'altro investigatore, ma ovviamente, anche questa volta, non conclude niente. XD

Inizio a chiedermi, se ci sarà una volta in cui la Reichs concluderà un romanzo senza far massacrare Tempe da qualche malato di mente. Tutti che vogliono ucciderla e toglierla di mezzo. ^^;
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sabato 30 giugno 2007

Resti umani

Titolo: Resti umani
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli


Questa volta Tempe viene coinvolta (o meglio, si coinvolge da sola) in una guerra tra i biker del Quebec per il controllo del traffico di droga.
In seguito a una soffiata vengono ritrovati due scheletri nella sede del motorclub irregolare dei Vipers, ma poco distante vengono inaspettatamente rinvenuti anche un cranio e due femori che si scopriranno appartenere a una ragazzina malata scomparsa e probabilmente uccisa in South Carolina! Tempe, sempre dalla parte delle vittime innocenti, inizia la sua indagine parallela per scoprire come la ragazzina sia morta, per mano di quale assassino e perché parte delle sue ossa sia stata ritrovata in Canada.
Intanto la presenza e la testardaggine di suo nipote Kit, mettono Tempe a dura prova e la portano a correre qualche rischio di troppo per proteggerlo. A tirarla fuori dai guai ci sarà come sempre Ryan anche se in un ruolo non consueto.

Una parola: bellissimo! Finalmente un libro della Reichs che mi piace dall'inizio alla fine!!!!!! Gli eventi finali non mi erano molto chiari, meno male che i personaggi stessi li spiegano. XD
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Corpi freddi

Titolo: Corpi freddi
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

Tempe Brennan è alle prese con l'organizzazione di un weekend di completo relax, quando viene contattata in seguito alla scoperta di un cadavere in decomposizione in un terreno che appartiene a una chiesa.
Il cadavere è di una donna mutilata e smembrata, vittima di un pazzo... Altri cadaveri vengono ritrovati in condizioni simili, ma mentre gli investigatori non sono convinti che gli assassinii siano opera di una stessa mano, la dottoressa Brennan seguirà una sua pista finendo nei guai (come sempre).
Alla fine il collegamento tra le vittime viene scoperto e il caso viene tragicamente risolto, pur con un prezzo veramente molto alto per Temperance.

E' il primo libro della saga della dottoressa Brennan, vengono introdotti tutti i personaggi costanti delle serie: i colleghi, il patologo, gli investigatori (Claudel, Ryan, Bertrand e Charbonneau), Birdie, etc.
Ho trovato il libro molto molto lento fino a metà circa; verso la fine la tensione cresce molto rapidamente e altrettanto rapidamente si conclude il libro. Avendone già letti altri, posso dire che questo schema vale anche per tutti gli altri romanzi dell'autrice. -_-
La differenza sta nel modo in cui lei racconta la prima parte, a volte lo fa in modo dinamico, attivo e coinvolgente, altre è una palla piena zeppa di eventi inutili (pranzi, docce, cene, palestra, etc), pippe mentali e descrizioni pesantissime da digerire. Questo libro rientra nella seconda categoria. -_-
Stilisticamente valgono sempre le stesse osservazioni: scrittura semplicissima e molto descrittiva.
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mercoledì 20 giugno 2007

La Compagnia dei Celestini

Titolo: La Compagnia dei Celestini
Autore: Stefano Benni
Casa editrice: Feltrinelli

Dal retro del libro:
Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotogarfo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi strordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni da pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi. Ma dopo l'ultimo scontro tra Celesti e Diavoli la profezia del palazzo...

Questo è il secondo libro che leggo di Benni. Il primo, Terra!, mi era piaciuto da morire. La lettura della Compagnia dei Celestini, invece, non riusciva a decollare. Insistendo, ho capito perché. Ci vuole concentrazione per seguire la storia: il racconto è pieno zeppo di personaggi, nomi, storie e luoghi. Capita che si possa perdere il filo e quindi dover fare mente locale o tornare indietro di qualche pagina.
Questo, però, non lo considero un difetto, anzi, per quanto mi riguarda, è stato come se Benni si fosse limitato a descrivere un mondo reale, alternativo al nostro, quindi con tante storie di tante persone diverse, tanti sogni, esperienze e tragedie. E a voler essere pignoli il mondo descritto da Benni esiste veramente: tutto il racconto è un'allegoria dell'Italia di qualche anno fa, anche se io continuo a trovarlo estremamente attuale (significherà forse che in Italia dai primi anni '90 ad oggi non è cambiato niente? :>).
I personaggi negativi sono lo specchio di quello che era (ed è) il mondo politico e "culturale" del periodo (o attuale) e alcuni sono ricalcati da personaggi realmente esistenti... Non è difficile identificare il peggior fetente di Gladonia, Mussolardi, con Berlusconi, o il giornalista Giulio Fimicoli con uno qualsiasi dei nostri pseudo giornalisti televisivi, leccaculo e schietto, critico verso il sistema ma totalmente parte di esso, a caccia di audience ad ogni costo, cinico e scorretto.

Oltre ai numerosissimi nomi e personaggi da tenere a mente, la lettura è resa un po' difficoltosa dallo stile di Benni che personalmente mi ha mandato in estasi. :D  I periodi sono contorti, ricchissimi di iperboli e metafore, giochi di parole e parole coniate per l'occasione. *_*  Il lessico quindi è molto vivace, a tratti forbito, a tratti visionario, è fantastico.
La trama è un po' confusa e non nascondo che ci sono alcune cose che non ho capito ^^; ma spero di rimediare con la seconda lettura.

In definitiva un ottimo libro. Non lo consiglio alle persone prive di ironia e incapaci di capire la satira.
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giovedì 24 maggio 2007

Viaggio fatale

Titolo: Viaggio fatale
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

E' il quarto libro della saga di Temperance Brennan.
Tutto inizia con un disastro aereo in cui perdono la vita circa 88 persone, per la maggior parte studenti. L'opinione pubblica e i media si riversano sulla vicenda, chiedendo a gran voce il colpevole. L'ipotesi principale circa la causa del disastro è l'attentato terroristico. Ben presto, però, si scoprirà che le cose non sono così elementari come sembrano e che le persone non sempre sono quello che fanno vedere.
Anche questa volta Tempe rischia la vita in nome della verità e della sua deontologia professionale messa a dura prova da una serie di calunnie architettate per screditarla nel panorama scientifico.

Stilisticamente, le impressioni sono le stesse espresse a riguardo di Cadaveri innocenti: troppe descrizioni di cose inutili, come cibi, vestiti, auto, etc, e un registro spesso troppo elementare per i miei gusti.
Questa volta, però, ho trovato i temi trattati veramente interessanti. La trama mi è piaciuta tantissimo, ricca di tensione e costruita in modo tale che il lettore si chieda costantemente "E ora?".
Davvero una bella lettura!
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sabato 12 maggio 2007

Cadaveri innocenti

Titolo: Cadaveri innocenti
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

Ho scoperto questa autrice seguendo la serie televisiva Bones. Infatti il personaggio di Bones è ispirato a quello dei libri di Kathy Reichs e a quest'ultima è stato chiesto di collaborare alle sceneggiature. Le similitudini, comunque, si riducono a poche cose: il personaggio principale ha lo stesso nome e la stessa professione, tutto il resto è assolutamente diverso, dall'ambientazione, alla caratterizzazione dei personaggi, alla presenza dei personaggi stessi. La protagonista, Temperance Brennan, ha due caratteri e modi di fare diversi nei romanzi e nel telefilm. Quella dei romanzi sembra molto più "umana" e meno razionale, mentre nel telefilm a volte sembra davvero un alieno per quanto è distaccata, fredda, professionale e "scientifica", anche nella vita privata. A me piace più quella del telefilm proprio perché i personaggi con caratteristiche estreme mi attraggono molto.

Il libro è un giallo o più precisamente un medical thriller. Tempe è un'antropologa forense che insegna all'Università del North Carolina e lavora presso il laboratorio di scienze giudiziarie e di medicina legale della provincia del Quebec. E' divorziata con una figlia al college, ha una sorella stramba e un collega affascinante dagli occhi azzurri. Sostanzialmente nel libro Tempe fa quello che fanno gli antropologi forensi: analizza le ossa dei cadaveri. E quindi la narrazione è ricca di descrizioni di traumi, fratture, incisioni, insetti e resti di tessuti molli in decomposizione. Non mancano le digressioni scientifiche sui metodi di raccolta delle informazioni e sull'analisi dei dati riscontrati, e non si tratta di tecniche fantascientifiche (come quelle che di solito si vedono nei telefilm), ma le azioni che compie Brennan nel suo laboratorio, sono le stesse che compie la Reichs che, prima di essere una scrittrice di successo, è un'affermata antropologa forense.
La trama è complicata e solo alla fine si ha un quadro d'insieme esaustivo, o almeno per me è stato così. Spesso l'autrice non ci comunica subito le conclusioni o le scoperte che fanno i vari personaggi, salvo poi venirne a conoscenza molti capitoli più in là, magari attraverso i resoconti che i personaggi in questione comunicano l'un l'altro. Ritengo che questo sia un espediente molto banale per tentare di far aumentare la tensione, suspense da quattro soldi, ed è una cosa che mi ha irritato molto leggendo perché a me mancava sempre un tassello per capire, mentre il personaggio aveva già ricevuto l'illuminazione. In sostanza, facendo un paragone con le avventure grafiche, è come quando raccogli un oggetto o compi un'azione senza sapere perché; a me piacciono molto di più quelle in cui i vari oggetti si sbloccano man mano che ti servono.
Per quanto mi riguarda, quindi, il libro ha prodotto tensione pressoché nulla, anche se il voler sapere come andasse a finire mi ha spinto a leggerlo con foga. Questo significa che non ritengo il libro proprio da buttare, l'averlo finito rapidamente indica che l'ho trovato interessante, a differenza di altri libri lasciati a metà per quanto fossero noiosi e insulsi (Tsugumi di Banana Yoshimoto su tutti). Tutto sommato è una lettura che scivola semplicemente, anche se magari l'autrice aveva altri scopi.

L'aspetto stilistico è quello che mi ha lasciato più insoddisfatta, anche se me lo aspettavo. I periodi sono semplicissimi e spesso troppo sintetici, ma se consideriamo che a scrivere è una "scienziata" risulta una cosa normale, anzi la chiarezza espositiva è senza dubbio da ammirare. Il lessico, quando non si arricchisce di termini specifici, è molto elementare. L'autrice ha la tendenza ad abbondare in descrizioni capziose e particolareggiate e questo per me è un difetto in quanto, spesso, la lettura diventa noiosa e il lettore si trova immerso in una serie di dettagli inutili. Io ritengo che non tutte le descrizioni debbano puntare sulla perfetta riproduzione dell'ambiente circostante, in certi frangenti un resoconto meno preciso ma più "sentito" è la scelta migliore. Quindi ben venga una descrizione dettagliatissima sull'arma del delitto, sulle ferite, sulla scena del crimine, ma ti prego non mi descrivere come si vestono i personaggi, a partire dalla protagonista. Chi se ne frega se indossa la tuta, i jeans o il pigiama? L'autrice si dilunga molto su questo genere di resoconti e spezza troppo spesso la narrazione, così se c'era un briciolo di tensione si esaurisce all'istante.
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venerdì 6 aprile 2007

Trilogia malese

Titolo: Trilogia malese: L'ora della tigre - Il nemico tra le coperte - Letti d'Oriente
Autore: Burgess Anthony
Editore
: Einaudi

Per quanto mi riguarda, riassumere il contenuto di questo libro è impossibile. E' composto da tre romanzi scritti da Burgess tra il 1955 e il 1957 (se non confondo le date) ispirandosi alla sua esperienza di funzionario del governo britannico in Malaysia, al tramonto del colonialismo inglese. Il filo conduttore dei tre libri è Victor Crabbe, un inglese giunto in Malaysia come insegnante e successivamente diventato funzionario del ministero dell'istruzione nel periodo di transizione tra il governo britannico e quello malese.
Crabbe non è il solito inglese borioso del periodo coloniale: non si sente superiore alla popolazione autoctona, anzi ama quella terra ed intenzionato a farsene assorbire, inconsciamente sperando di cancellare la sua storia passata che al contrario pare aspettarlo in oriente. In cuor suo egli vuole essere utile alla popolazione locale, vuole che nasca l'armonia tra le razze, vuole che la Malaysia possa diventare un vero stato indipendente e multiculturale.
Il melting pot di razze che abitano quei territori rappresenta, secondo me, il vero protagonista del libro. Crabbe è immerso in questa società caotica, rumorosa, contraddittoria e spesso assurda agli occhi degli occidentali. Una società in cui si professano tanti culti, ma in cui vige la legge islamica della quale i malesi stessi non hanno un'immagine chiara... La professano senza sapere chiaramente perché e soprattutto in un modo un po' frivolo, barcamenandosi e spesso abbandonandosi ai vizi, per loro "esotici", degli occidentali.
Una società in cui si parlano lingue diverse a seconda della "razza" di appartenenza e in cui spesso la gente non è in grado di comunicare con il prossimo: cinesi che parlano solo cinese, malesi che parlano malese, arabi che parlano arabo, tamil, sikh, indiani, inglesi, olandesi, francesi, australiani...
Una società permeata di pregiudizi razziali: non solo da parte degli inglesi conquistatori, ma ciascuna razza si sente in qualche modo superiore, migliore e legittima rispetto a un'altra.
E ancora una società ricca di culti, costumi, rituali in cui a comandare sono i sultani o i raja che fanno collezione di automobili straniere.
Il libro è pieno zeppo di nomi, personaggi, storie che si intrecciano inconsapevolmente tra di loro dando l'idea di un mondo caotico e, paradossalmente, limitato.

E' un libro fantastico. Burgess ti da la sensazione di essere davvero in mezzo a quelle strade polverose, con la camicia impregnata di sudore, con le orecchie piene del frastuono delle voci... Lui c'è stato realmente e descrive tutto con una tal dovizia di particolari, con una precisione e una cura certosina, senza mai, però, annoiare, senza mai diventare un "documentario". E' fantastico.
L'unica pecca, secondo me, è un errore di traduzione nel titolo del primo romanzo. In inglese è Time for Tiger, tradotto L'ora della Tigre... Peccato che tutto il romanzo sia incentrato sulla birra e in particolar modo sulla Tiger (una birra)... Il titolo corretto sarebbe, seconda me, Il tempo di una Tiger o L'ora per una birra o qualcosa di simile.
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giovedì 15 febbraio 2007

L'opera al nero

Titolo: L'opera al nero
Autore: Marguerite Yourcenar
Editore: Feltrinelli

A differenza di ciò che potreste leggere online circa l'origine del titolo, l'autrice riferisce nell'appendice che L'opera al nero prende il nome da una formula che gli alchimisti francesi traducevano così dal latino o dal greco. Ed è proprio di alchimia che si parla, così come di religione, morale, medicina, filosofia ed eresia: materie che spesso nel corso della storia si sono fuse e confuse tra di loro.
La storia si svolge nel '500 e ha come narratore Zenone Ligre, figlio illegittimo di una famiglia nobile: avviato agli studi religiosi dalla famiglia, rifiutò la religione e la superstizione in virtù della scienza e della ragione. Fu alchimista, medico e filosofo e come tale eretico. Una vita al servizio di nobili e potenti che pur restando legati alla superstizione religiosa più per interessi politici che per vero credo, strizzavano l'occhio a quella sorta di ingegno che avrebbe potuto dare loro maggior potere sotto forma di armi, macchine innovative, etc. Una vita vissuta negli angoli bui delle città di tutta europa e parte del medio oriente in cui non era lecito manifestare indipendenza di pensiero e curiosità per la vita, senza finire sul rogo.
La figura di Zenone è ispirata a personaggi storici realmente esistiti come Paracelso, Michele Serveto, Leonardo e Tommaso Campanella.

Questo è il secondo libro che leggo di questa autrice e finalmente posso dire che ha fatto centro due volte su due: l'adoro. Scrive in un modo divino: difficle, complesso, ricercato, desueto, capzioso. Alcuni considerano questi aggettivi delle note negative, per me invece rappresentano il non plus ultra della scrittura. Inoltre i racconti verosimili, storicamente fedeli, che hanno alle spalle ricerche e studi sono il mio ideale di romanzo. Non mi piacciono le storie che non possono avere alcun riscontro nella realtà contemporanea o passata, mi danno un senso di fastidio. Così come non mi piacciono le storie che hanno come protagonisti ideali e i relativi stereotipi, e non persone. Zenone, come tutti i protagonisti dei romanzi che adoro, è un uomo fallace, imperfetto, cinico, a volte egoista e amorale, ma allo stesso tempo è un estimatore della ragione, della razionalità, della scienza, della curiosità. E' una persona che ha deciso di stare dalle parte sbagliata, per l'epoca, pur di esprimere tutte le potenzialità del suo ingegno. E' una persona che sbaglia, sa di sbagliare ma persevera perchè deve conoscere ciò che ancora non sa, perchè tutto per lui è oggetto di studio e riflessione, anche la sua stessa morte. Secondo me è molto vicino al concetto di curiositas di cui Dante accusava Ulisse: il voler andare oltre, il voler sapere ciò che qualcuno ha deciso che non ci è dovuto.

Libro sconsigliato per chi considera la lettura solo un modo per passare il tempo. Questo libro necessita concentrazione, è una vera e propria esperienza di studio, imho.
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