venerdì 6 aprile 2007

Trilogia malese

Titolo: Trilogia malese: L'ora della tigre - Il nemico tra le coperte - Letti d'Oriente
Autore: Burgess Anthony
Editore
: Einaudi

Per quanto mi riguarda, riassumere il contenuto di questo libro è impossibile. E' composto da tre romanzi scritti da Burgess tra il 1955 e il 1957 (se non confondo le date) ispirandosi alla sua esperienza di funzionario del governo britannico in Malaysia, al tramonto del colonialismo inglese. Il filo conduttore dei tre libri è Victor Crabbe, un inglese giunto in Malaysia come insegnante e successivamente diventato funzionario del ministero dell'istruzione nel periodo di transizione tra il governo britannico e quello malese.
Crabbe non è il solito inglese borioso del periodo coloniale: non si sente superiore alla popolazione autoctona, anzi ama quella terra ed intenzionato a farsene assorbire, inconsciamente sperando di cancellare la sua storia passata che al contrario pare aspettarlo in oriente. In cuor suo egli vuole essere utile alla popolazione locale, vuole che nasca l'armonia tra le razze, vuole che la Malaysia possa diventare un vero stato indipendente e multiculturale.
Il melting pot di razze che abitano quei territori rappresenta, secondo me, il vero protagonista del libro. Crabbe è immerso in questa società caotica, rumorosa, contraddittoria e spesso assurda agli occhi degli occidentali. Una società in cui si professano tanti culti, ma in cui vige la legge islamica della quale i malesi stessi non hanno un'immagine chiara... La professano senza sapere chiaramente perché e soprattutto in un modo un po' frivolo, barcamenandosi e spesso abbandonandosi ai vizi, per loro "esotici", degli occidentali.
Una società in cui si parlano lingue diverse a seconda della "razza" di appartenenza e in cui spesso la gente non è in grado di comunicare con il prossimo: cinesi che parlano solo cinese, malesi che parlano malese, arabi che parlano arabo, tamil, sikh, indiani, inglesi, olandesi, francesi, australiani...
Una società permeata di pregiudizi razziali: non solo da parte degli inglesi conquistatori, ma ciascuna razza si sente in qualche modo superiore, migliore e legittima rispetto a un'altra.
E ancora una società ricca di culti, costumi, rituali in cui a comandare sono i sultani o i raja che fanno collezione di automobili straniere.
Il libro è pieno zeppo di nomi, personaggi, storie che si intrecciano inconsapevolmente tra di loro dando l'idea di un mondo caotico e, paradossalmente, limitato.

E' un libro fantastico. Burgess ti da la sensazione di essere davvero in mezzo a quelle strade polverose, con la camicia impregnata di sudore, con le orecchie piene del frastuono delle voci... Lui c'è stato realmente e descrive tutto con una tal dovizia di particolari, con una precisione e una cura certosina, senza mai, però, annoiare, senza mai diventare un "documentario". E' fantastico.
L'unica pecca, secondo me, è un errore di traduzione nel titolo del primo romanzo. In inglese è Time for Tiger, tradotto L'ora della Tigre... Peccato che tutto il romanzo sia incentrato sulla birra e in particolar modo sulla Tiger (una birra)... Il titolo corretto sarebbe, seconda me, Il tempo di una Tiger o L'ora per una birra o qualcosa di simile.
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