sabato 30 giugno 2007

Resti umani

Titolo: Resti umani
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli


Questa volta Tempe viene coinvolta (o meglio, si coinvolge da sola) in una guerra tra i biker del Quebec per il controllo del traffico di droga.
In seguito a una soffiata vengono ritrovati due scheletri nella sede del motorclub irregolare dei Vipers, ma poco distante vengono inaspettatamente rinvenuti anche un cranio e due femori che si scopriranno appartenere a una ragazzina malata scomparsa e probabilmente uccisa in South Carolina! Tempe, sempre dalla parte delle vittime innocenti, inizia la sua indagine parallela per scoprire come la ragazzina sia morta, per mano di quale assassino e perché parte delle sue ossa sia stata ritrovata in Canada.
Intanto la presenza e la testardaggine di suo nipote Kit, mettono Tempe a dura prova e la portano a correre qualche rischio di troppo per proteggerlo. A tirarla fuori dai guai ci sarà come sempre Ryan anche se in un ruolo non consueto.

Una parola: bellissimo! Finalmente un libro della Reichs che mi piace dall'inizio alla fine!!!!!! Gli eventi finali non mi erano molto chiari, meno male che i personaggi stessi li spiegano. XD
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Corpi freddi

Titolo: Corpi freddi
Autore: Kathy Reichs
Casa editrice: Rizzoli

Tempe Brennan è alle prese con l'organizzazione di un weekend di completo relax, quando viene contattata in seguito alla scoperta di un cadavere in decomposizione in un terreno che appartiene a una chiesa.
Il cadavere è di una donna mutilata e smembrata, vittima di un pazzo... Altri cadaveri vengono ritrovati in condizioni simili, ma mentre gli investigatori non sono convinti che gli assassinii siano opera di una stessa mano, la dottoressa Brennan seguirà una sua pista finendo nei guai (come sempre).
Alla fine il collegamento tra le vittime viene scoperto e il caso viene tragicamente risolto, pur con un prezzo veramente molto alto per Temperance.

E' il primo libro della saga della dottoressa Brennan, vengono introdotti tutti i personaggi costanti delle serie: i colleghi, il patologo, gli investigatori (Claudel, Ryan, Bertrand e Charbonneau), Birdie, etc.
Ho trovato il libro molto molto lento fino a metà circa; verso la fine la tensione cresce molto rapidamente e altrettanto rapidamente si conclude il libro. Avendone già letti altri, posso dire che questo schema vale anche per tutti gli altri romanzi dell'autrice. -_-
La differenza sta nel modo in cui lei racconta la prima parte, a volte lo fa in modo dinamico, attivo e coinvolgente, altre è una palla piena zeppa di eventi inutili (pranzi, docce, cene, palestra, etc), pippe mentali e descrizioni pesantissime da digerire. Questo libro rientra nella seconda categoria. -_-
Stilisticamente valgono sempre le stesse osservazioni: scrittura semplicissima e molto descrittiva.
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mercoledì 20 giugno 2007

La Compagnia dei Celestini

Titolo: La Compagnia dei Celestini
Autore: Stefano Benni
Casa editrice: Feltrinelli

Dal retro del libro:
Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotogarfo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi strordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni da pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi. Ma dopo l'ultimo scontro tra Celesti e Diavoli la profezia del palazzo...

Questo è il secondo libro che leggo di Benni. Il primo, Terra!, mi era piaciuto da morire. La lettura della Compagnia dei Celestini, invece, non riusciva a decollare. Insistendo, ho capito perché. Ci vuole concentrazione per seguire la storia: il racconto è pieno zeppo di personaggi, nomi, storie e luoghi. Capita che si possa perdere il filo e quindi dover fare mente locale o tornare indietro di qualche pagina.
Questo, però, non lo considero un difetto, anzi, per quanto mi riguarda, è stato come se Benni si fosse limitato a descrivere un mondo reale, alternativo al nostro, quindi con tante storie di tante persone diverse, tanti sogni, esperienze e tragedie. E a voler essere pignoli il mondo descritto da Benni esiste veramente: tutto il racconto è un'allegoria dell'Italia di qualche anno fa, anche se io continuo a trovarlo estremamente attuale (significherà forse che in Italia dai primi anni '90 ad oggi non è cambiato niente? :>).
I personaggi negativi sono lo specchio di quello che era (ed è) il mondo politico e "culturale" del periodo (o attuale) e alcuni sono ricalcati da personaggi realmente esistenti... Non è difficile identificare il peggior fetente di Gladonia, Mussolardi, con Berlusconi, o il giornalista Giulio Fimicoli con uno qualsiasi dei nostri pseudo giornalisti televisivi, leccaculo e schietto, critico verso il sistema ma totalmente parte di esso, a caccia di audience ad ogni costo, cinico e scorretto.

Oltre ai numerosissimi nomi e personaggi da tenere a mente, la lettura è resa un po' difficoltosa dallo stile di Benni che personalmente mi ha mandato in estasi. :D  I periodi sono contorti, ricchissimi di iperboli e metafore, giochi di parole e parole coniate per l'occasione. *_*  Il lessico quindi è molto vivace, a tratti forbito, a tratti visionario, è fantastico.
La trama è un po' confusa e non nascondo che ci sono alcune cose che non ho capito ^^; ma spero di rimediare con la seconda lettura.

In definitiva un ottimo libro. Non lo consiglio alle persone prive di ironia e incapaci di capire la satira.
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