sabato 18 dicembre 2010

Anna Karenina

SPOILER sulla trama!

In generale, Anna Karenina mi è piaciuto molto, al punto da assegnare 5 stelline su Anobii e Goodreads, però tutti quei discorsi sulla politica e la religione erano noiosissimi. Sì è vero, contribuiscono a creare il contesto storico e sociale, il substrato su cui si poggia la storia, però è noioso uguale. E' come per l'interminabile battaglia di Waterloo o la rivolta di Parigi ne I Miserabili o la descrizione di Parigi in Notredame de Paris (e non è un caso che l'autore sia lo stesso, Hugo è molto molto prolisso :P).
Ribadisco la mia profonda avversione per una delle protagoniste del romanzo, Anna Karenina appunto. Entra di diritto, a pari merito con Emma Bovary, nella lista delle donne che non vorrei mai essere. Io la considero eroina di un bel niente: è solo una donna egoista. Pensa sempre solo a se stessa e anche alla fine si suicida con l'intenzione precisa di far soffrire Vronskij per tutta la vita perché nel suo delirio egocentrico ritiene di non ricevere le dovute attenzioni. E poi che razza di madre è? Abbandona un figlio per scappare con il suo amante e non ama la figlia avuta dall'amante! Alla fine rovina l'esistenza a tutti: al marito, al figlio e a Vronskij.
Dall'altra parte c'è miss perfezione morale Kitty, l'angelo di Lèvin. E non so, non mi piace nemmeno lei. Fa sempre la cosa giusta perché anche quando si atteggia a quello che non è, imita comunque comportamenti assolutamente positivi, che suscitano l'ammirazione degli altri.
Passando agli uomini, Vronskij e Lèvin.
Vronskij è sempre a suo agio ovunque si trovi, è sempre un vincente, è carismatico, è un leader. Cerca di fare in più possibile per Anna, senza però annullare se stesso, senza rinunciare ai suoi "impegni" (non è che andare al club sia chissà che impegno...). D'altra parte non si possono giudicare i comportamenti di Vronskij in base alla morale attuale. Alla fine Vronskij si comporta come si comporterebbe un uomo per bene in Russia, in quel periodo. Voglio dire, nei confronti della sua compagna, è molto più "per bene" lui, nonostante abbia sedotto una donna sposata, che l'idiota Oblonskij (che non a caso è il fratello di Anna, buon sangue non mente!) che è sempre gentile e affettato con sua moglie, ma non solo la tradisce ripetutamente (perché ormai la moglie si è imbruttita!), la priva anche della stabilità economica. Vronskij è fedele e affidabile e ha davvero una grande pazienza con Anna, ma proprio tanta.
Lèvin, al contrario di Vronskij, non è in grado di stare in società, è goffo e timido, e spesso risulta inadeguato. E' uno che si è creato una sua visione ideale della vita e che rimane deluso quando si rende conto che le cose sono molto più banali e terra-terra di quanto potesse pensare. Come per Kitty il romanzo rappresenta il passaggio dall'adolescenza alla maternità, e quindi dalla frivolezza e vanità alla maturità, allo stesso modo Lèvin diventa un adulto abbandonando le teorie e gli ideali, a vantaggio di una vita pratica e tangibile. Almeno io ho inteso così il discorso che fa sul cielo e le stelle: pur sapendo che il cielo è infinito e che è la terra a muoversi, non le stelle (movimento apparente), i sensi vedono il cielo come una cupola tonda e le stelle mobili ed evidentemente deve essere così.

Con la crisi metafisico-religiosa e successiva epifania di Lèvin si conclude Anna Karenina, con uno dei finali più pallosi che mi sia capitato di leggere! :D Anche Tolstoj, come Dumas, veniva pagato a parole? Sembra proprio che dalla morte della Karenina in poi, stia cercando di allungare il brodo! :P
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venerdì 12 novembre 2010

Bored!

Da L'avventura dei piani di Bruce-Partington, L'ultimo saluto, Arthur Conan Doyle (Tutto Sherlock Holmes, I mammut, Newton Compton).

Ma quando per il quarto giorno consecutivo, alzandoci dal tavolo della colazione vedemmo quella nebbia filante, untuosa, scura, turbinare ancora davanti ai nostri occhi per condensarsi in gocce oleose sui vetri della finestra, il carattere impaziente e attivo del mio amico era arrivato al limite della sopportazione. Andava avanti e indietro per la stanza in una febbre di energia repressa, mordendosi le unghie, tamburellando con le dita sui mobili, mordendo il freno.
«Niente di interessante nel giornale, Watson?», chiese.
Sapevo che dicendo «interessante» Holmes si riferiva a qualcosa di interessante sotto l'aspetto criminale. C'era la notizia di una rivoluzione, di una possibile guerra, di un imminente scambio di governo; tutte cose che al mio amico non interessavano. Non riuscivo a trovare niente che avesse a che fare con la criminalità, se non notizie futili e banali. Holmes ebbe un gemito e riprese il suo irrequieto andirivieni.
«I criminali londinesi mancano certo di iniziativa» osservò con la voce acrimoniosa del cacciatore piantato in asso dalla preda. «Guardi fuori dalla finestra, Watson. Guardi come le persone si intravedono ogni tanto, vagamente, e poi scompaiono di nuovo in quel muro di nebbia. In una giornata come questa, ladri e assassini potrebbero aggirarsi tranquillamente per Londra, come le tigri nella giungla, invisibili fino all'instante dell'attacco e, anche allora, visibili solo alla loro vittima.»
«Ci sono stati numerosi furtarelli», dissi.
Holmes sbuffò sdegnosamente.
«Questo ampio, fosco palcoscenico merita qualcosa di meglio», rispose. «È una fortuna per la società che io non sia un criminale.»
«Questo è sicuro!», convenni calorosamente.
«Immagini che io sia Brooks o Woodhouse, o una qualsiasi di quella cinquantina di persone che hanno buoni motivi per eliminarmi, per quanto tempo riuscirei a sfuggire? Un invito, un appuntamento fasullo, e sarebbe tutto finito. Per fortuna non ci sono giornate di nebbia come questa nei paesi latini - i paesi dove si ammazza la gente. Per Giove! Finalmente qualcosa per interrompere la monotonia.»
Era la domestica con un telegramma.


*_* Oh come lo adoro!
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sabato 6 novembre 2010

N&S

Ieri ho rivisto per la ennesima volta le quattro puntate della miniserie North&South. Ero di umore non proprio eccelso e questo mi ha garantito quattro bellissime ore di totale svago. *_*
Come sempre, dopo il rifiuto della proposta di matrimonio mi sono trovata a inveire pesantemente contro Margaret, ma è tutto normale, fa parte del rituale! XD
A me piace di più il finale del romanzo perché lo trovo ovviamente più sensato, ma quello della miniserie è assurdamente romantico. Alla fine, il risultato è sempre lo stesso, solo che nel primo caso ci si arriva come conseguenza di eventi un po' più verosimili, nel secondo, invece, ci sono quelle tipiche coincidenze da film che nella realtà non si manifestano MAI! :D
In ogni caso, Richard Armitage dà volto e voce al mio uomo ideale, mentre Mr. Thornton È il mio uomo ideale. *_* La visione di N&S mi lascia sempre in uno stato di beatitudine amorosa. <3
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giovedì 28 ottobre 2010

Life on Mars

Come sempre in ritardo, questa volta di ben 4 anni, mi sono innamorata di un altro gioiellino BBC: Life on Mars. In giro ci sono tonnellate di informazioni e video, quindi non c'è molto da dire.
Questa serie mi è piaciuta tantissimo nonostante non sia il mio genere. Secondo me, è molto originale e divertente.  Il finale della seconda e ultima stagione, poi, è b-e-l-l-i-s-s-i-m-o! Veramente un finale emozionante, come ce ne sono pochi in giro.
Life on Mars ha avuto così successo che un network americano ne ha fatto un remake fallimentare, inoltre esiste un remake spagnolo ed è in progetto un remake italiano (!!!!!!) dal titolo "29 settembre"... sì, come la canzone degli Equipe '84, dopotutto noi non ce l'abbiamo David Bowie (purtroppo)!

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domenica 17 ottobre 2010

SH

Tempo fa ho iniziato a leggere il Canone di Sherlock Holmes. Il Canone è l'insieme di tutte le opere di Arthur Conan Doyle che hanno Sherlock Holmes come protagonista, è composto da quattro romanzi e non so quanti racconti (se non sbaglio sono cinque raccolte di racconti). Sono arrivata più o meno a metà.
Devo dire che dopo un inizio abbastanza noioso, da Le memorie di SH in poi la narrazione diventa un po' più avvincente.

Il primo romanzo è Uno studio in rosso. Nella prima parte vengono introdotti Sherlock Holmes e il Dr Watson, viene raccontato e risolto il caso, senza però fornire nessuna spiegazione. La spiegazione viene data nella seconda noiosissima parte. Dico noiosissima perché ACD indugia troppo sulla storia personale delle vittime e dell'assassino. È  come se avesse iniziato un altro romanzo nel romanzo in cui racconta tutta la storia dei mormoni di Salt Lake City e dopo un paio di pagine mi è venuto spontaneo chiedermi se era proprio necessario raccontarmi vita morte e miracoli di questa comunità, invece di spiegarmi direttamente come SH aveva individuato l'assassino. Noioso appunto.

Il secondo romanzo è Il segno dei quattro che io ho trovato molto più bello del primo. In questo romanzo Watson incontra la sua prima moglie. :D Dall'alto della mia ignoranza, non sono assolutamente in grado di giudicare alcunchè in modo obiettivo; semplicemente ho trovato questo romanzo più avvincente e divertente.

I due romanzi sono seguiti da Le avventure di SH, una raccolta di racconti che a me non è piaciuta. I racconti spesso sono troppo brevi e sbrigativi. Non so, ogni volta che SH risolveva il caso in quattro e quattr'otto lasciando il povero Watson esterrefatto, io mi sentivo, invece, presa per il culo da ACD! :p:

A Le avventure segue Le memorie di SH che contiene i miei racconti preferiti, per ora. Nell'ultimo racconto de Le memorie, ACD fa morire SH in uno scontro con Moriarty. E no, non è spoiler la morte di SH, si sa dal 1894! Ovviamente, nel 2010 non nessuno crede alla morte di SH perché tutti sanno che non è vero (nemmeno questo è spoiler visto che è stato rivelato nel 1905, in una raccolta intitolata Il ritorno di SH, più spoiler di così! XD), però immagino che nel 1894 deve essere stato un vero e proprio shock per il pubblico!

Adesso sto leggendo Il ritorno di SH e ho la sensazione che ACD abbia reso il detective più famoso del mondo, un tantino più irritante e antipatico, ma a me piace ancora di più! Lo trovo molto più affascinante! :3

Ho saltato Il mastino dei Baskerville perché lo lessi circa dieci anni fa e mi ricordo che mi piacque tantissimo. Ho intenzione di rileggerlo quando avrò finito con la roba, per me, nuova.

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giovedì 7 ottobre 2010

Sherlock BBC

Come tutti ormai sapranno, io adoro i classic drama della BBC. Inoltre la mia stima per gli sceneggiatori BBC è schizzata alle stelle quando hanno trasformato un libro per me orrendo, in un drama stupendo.  :e
Nonostante non sia interessata alle serie crime o sci-fi o alle commedie (nel caso, mi rivolgo agli americani che sanno fare solo quello), ultimamente mi sono imbattuta in due serie BBC stupende. La prima è Doctor Who, serie sci-fi prodotta per la prima volta nel 1963, andata in onda per circa 30 anni e poi ripresa nel 2005. La seconda è Sherlock.

Non ho voglia di parlare di Doctor Who adesso perché da settimane mi trovo in un profondo stato di innamoramento per Sherlock. *_*
Come dice il nome, Sherlock è una serie basata sulle vicende di Sherlock Holmes. Non è l'ennesima serie ambientata alla fine del XIX secolo, in cui l'investigatore munito di pipa e lente, accompagnato dal baffuto Watson, risolve i casi più assurdi.
E' una bellissima rivisitazione in chiave moderna della figura di S.H. E' ambientato nella Londra del 2010, con tanto di London Eye e "cetriolo" sullo sfondo. Sherlock ha un sito (The Science of Deduction) e Watson racconta i casi tramite un blog (io lo trovo geniale!).
Gli episodi, purtroppo, sono solo tre (A study in pink, The blind banker e The great game), ma durano un'ora e mezza. Le trame sono vagamente ispirate ai romanzi di Sir Doyle, hanno alcuni elementi in comune, ma praticamente sono storie originali. Il personaggio di Sherlock è perfettamente corrispondente a quello raccontato da Arthur Conan Doyle: è come sarebbe stato Sherlock Holmes se fosse vissuto nel XXI secolo, con cellulari e computer. Il Sherlock moderno non fuma (perché è ormai diventato impossibile fumare liberamente a Londra), ma si riempie di cerotti alla nicotina e forse fa uso di droghe (non è esplicito come Doyle a riguardo). E' giovane, fighettino, ironico, cinico e assolutamente irritante. Ha una voce profondissima (che io letteralmente amo) e parla alla velocità della luce. Tutti lo chiamano psicopatico, ma lui specifica di essere un sociopatico con alte funzionalità mentali. :D
Watson, ovviamente, è il complementare esatto di Holmes, rappresenta l'umanità, la normalità, il buon senso. In certi momenti gli scambi di battute tra John e Sherlock sono assolutamente esilaranti, senza contare che vengono scambiati sempre per una coppia gay! :D

Non ho problemi ad ammettere che è il prodotto televisivo più bello visto negli ultimi anni. Divertente, avvincente e originale.

La BBC ha confermato una seconda stagione per l'autunno 2011: un anno interooooo!! ;_; Nel frattempo ho comprato il dvd e ho praticamente imparato gli episodi a memoria. Tra i contenuti speciali del dvd c'è il pilot non trasmesso che è la prima versione di A study in pink. E' decisamente meglio la versione definitiva dell'episodio, ma il pilot è comunque carino.



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venerdì 17 settembre 2010

Il fantasma dell'Opera di Gaston Leroux

*** SPOILER ***

Prima lettura 31-08-2010 ~ 17-09-2010

Cinque stelline, senza alcun tipo di esitazione. Uno dei romanzi più belli che abbia letto, non tanto per la storia d'amore tra Christine e Raoul (che secondo me era abbastanza insulsa), nemmeno per l'amore non corrisposto di Erik, quanto per quell'alone di verosimiglianza che Leroux riesce a imprimere alla narrazione, dandole la forma di una cronaca investigativa.
Già dall'inizio ci viene svelato che il fantasma non è un ombra eppure per tutto il racconto ci si imbatte in eventi quasi soprannaturali e a tratti ridicoli (come Mamma Giry che riceve le mance dal F. dell'O. o il cuac di Carlotta).
Ho trovato i deliri di Erik sempre così struggenti, sofferti e drammatici che non riuscivo a non considerarlo l'unica vera vittima e ho tifato per lui perché meritava il lieto fine, così come lo meritava Quasimodo o il mostro di Frankestein. Non è altro che una persona relegata ai margini della società a causa della sua deformità che diventa quasi una colpa, un marchio di malvagità; è una persona che, come tutti, desidera solo essere amata per quello che è, ma che viene costantemente respinta, persino dalla propria madre.

L'apparizione dell'ammazzatopi è stata la parte più inquietante di tutto il romanzo: me li sentivo addosso tutti quei topi. :D

Seconda lettura 10-05-2011 ~ 19-05-2011

Confermo quanto scritto la prima volta. È davvero una bella lettura.
Ho rivalutato un po' il personaggio di Christine: è tanto ingenua all'inizio, quanto sicura e tenace alla fine. Il suo sacrificio finale compensa la stupidità del finto fidanzamento che ha portato al tracollo degli eventi. Tuttavia, anche alla fine, lei non riesce a guardare oltre il viso sfigurato di Erik, non vede la persona sofferente, ma solo un mostro folle. Prova pietà? Non so se sia veramente pietà, forse è solo pena. Alla maturazione di Christine non corrisponde quella di Raoul che bamboccio è e bamboccio rimane. :D

giovedì 2 settembre 2010

Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley

Non mi è piaciuto! ;_; L'ho trovato molto molto noioso e banale, inoltre il saggio conclusivo è, per me, delirante.
Avevo aspettative veramente alte, ma sono naufragate praticamente all'inizio della lettura. Non sono nemmeno in grado di dire precisamente perché non mi sia piaciuto; sostanzialmente l'idea di persone create in provetta e "programmate" a comportarsi solo in un modo, senza la necessità di pensare, mi è sembrata ridicola.
Inoltre il personaggio del Selvaggio, per me, è assolutamente patetico e non sono proprio riuscita a simpatizzare con lui. Se la scelta è tra eterni bambini lobotomizzati e tra un superstizioso fanatico religioso (che dovrebbe rappresentare la libertà di pensiero e il libero arbitrio!), veramente non so chi scegliere!
Mi aspettavo di concludere questo romanzo con la mente piena di dubbi e spunti di riflessione, e invece l'unica domanda che sono stata capace di pormi è stata "E allora?".
L'unico spunto davvero interessante, per non dire profetico, riguarda la creazione di una società completamente basata sull'edonismo e sul consumismo usati come strumenti di controllo delle masse. È davvero difficile non riconoscere in questo aspetti della società in cui viviamo.
In altre parole, l'idea di una dittatura che perpetua se stessa tramite la creazione di finti bisogni (ad esempio, si deve possedere un certo oggetto, si deve andare in un certo posto, si devono fare determinate cose, etc) e la promozione del piacere in senso lato (sessuale, ma anche "artificiale" cioè indotto da droghe), è interessante e attuale. Purtroppo tutto questo è "vissuto" da personaggi assolutamente insulsi, o meglio da personaggi che possono sembrare insulsi a un lettore del ventunesimo secolo il quale vive in una società che ha già sviluppato alcune delle degenerazioni profetizzate da Huxley. Ecco sì, c'è quel tocco naive comune a molta fantascienza datata, quello che faceva immaginare a Philip K Dick le porte automatiche a gettone per esempio, che in questo caso però non viene compensato da uno stile o da un intreccio interessante.

mercoledì 3 febbraio 2010

Kimi wa pet

Adoravo il manga di Kimi wa pet, anche se non l'ho mai completato per mancanza di pecunia. Era da un bel po' che avevo i file a pascere nell'hard disk esterno e dato che, in questo periodo, sono veramente ben disposta nei confronti dei drama, ho iniziato a vederlo. E' carino, anche se il manga me lo ricordo un po' più divertente. :P

Prima parte del primo episodio con i sub inglesi.
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lunedì 1 febbraio 2010

Nodame Cantabile

Recentemente mi sono imbattuta nel manga Nodame Cantabile. È stato amore a prima vista! *.*
L'ho letto tutto d'un fiato e man mano che mi avvicinavo alla fine, speravo che l'autrice lo facesse durare in eterno.  Ovviamente, le mie speranze non si sono realizzate, anche se spero sempre in un sequel, dopotutto il finale non è assolutamente conclusivo o limitante.
Era tantissimo tempo che non mi imbattevo in uno shoujo così divertente ed esaltante. In questo periodo ho scoperto anche Kimi ni todoke, ma di questo apprezzo soprattutto il romanticismo e la pucciosità di Sawako; Nodame, invece, è spassosissimo. Nonostante lo stessi leggendo in inglese, ci sono stati dei momenti in cui sono scoppiata a ridere davanti al monitor. Se lo avessi avuto tra le mani, in italiano, credo proprio che sarei morta dal ridere! XD
In ogni caso non è un manga stupido, anzi! Mi è piaciuto molto il modo in cui i due protagonisti si avvicinano l'un l'altro, si sostengono e si migliorano vicendevolmente. Secondo me, c'è un solo vero episodio assolutamente romantico (un abbraccio inaspettato, tipicamente da shoujo manga), ma onestamente, non se ne sente la mancanza perché il rapporto tra i due protagonisti cresce senza le solite pippe mentali, senza rossori e imbarazzi inverosimili, senza mani che si sfiorano e dichiarazioni balbettate, senza tutta quell'enfasi improbabile che riempie certi shoujo (e che a me piace, sia chiaro! XD ). Nodame e Chiaki sono quanto di più lontano possa esistere sulla terra, ma questo non è un limite al loro rapporto.

Dopo la fine del manga, sono andata a caccia di informazioni e ho trovato un drama e un anime. Gli anime non mi incuriosiscono granché, soprattutto dopo aver letto il manga, mentre adoro i drama. Così ho recuperato gli 11 episodi accompagnati dai sottotitoli in italiano e ieri me li sono gustati tutti, uno dopo l'altro. *_*
Non so come abbiano fatto, ma gli attori sono i-d-e-n-t-i-c-i ai disegni!!!!!!! :D E Chiaki è stupendamente kakkoi! *.*
Inoltre, il drama ha il pregio di farti ascoltare la musica di Nodame e Chiaki e la musica classica è sempre la musica classica. In una parola, stupenda!!
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