giovedì 24 novembre 2011

La battaglia della vita di Charles Dickens

Onestamente l'ho trovato abbastanza insulso. Quale sarebbe questa "battaglia della vita"?

*** SPOILER ***

Quanto possono essere credibili le vicende di Marion e Grace? Per me, zero. Tutta questa enfasi sui buoni sentimenti e sul sacrificio (ok, fa parte dei racconti di Natale, ma a tutto c'è un limite!) ha creato dei personaggi assolutamente piatti, prevedibili e inverosimili. Inoltre nei panni di Grace, io avrei trovato offensivo il comportamento prima di Marion e poi di tutti gli altri: solo in un romanzo una persona può essere felice di essere stata ingannata, per un periodo anche relativamente lungo, dalle persone a lei più care (ma solo e soltanto per il suo bene, eh!). A Dickens questa trovata deve essere piaciuta particolarmente perché la ripropone in Our Mutual Friend a spese di Bella.
Boh, davvero mi chiedo cosa passasse per la testa di Dickens quando si è seduto alla scrivania per scrivere questo racconto.

Clem e Bretagna mi sono sembrati la bella copia di Jeremiah Flintwinch e sua moglie Affery di Little Dorrit. ;) O forse sono la brutta copia visto che questo racconto è precedente! :D

venerdì 22 luglio 2011

Lady Susan - I Watson - Sanditon di Jane Austen

Ho comprato questo libro senza informarmi adeguatamente su cosa contenesse :> e ci sono rimasta male nello scoprire che le ultime due opere sono incompiute. Che amarezza alla fine, quando mi son ritrovata a pensare "Ancora!! Ancora!!" :((((

Lady Susan
Romanzo epistolare carinissimo. In generale a me i romanzi epistolari piacciono molto, ma questo è così pungente, ironico, così poco politically correct che mi ha mandato in visibilio! :D È 100% pettegolezzo, bellissimo.

I Watson - Sanditon
Il primo è un po' triste: sembra davvero di vedere la protagonista, Emma, spaesata nella sua stessa famiglia.
Il secondo è, per certi versi, grottesco. I fratelli Parker sono, ognuno in modo diverso, assurdi e macchiettistici. Charlotte mi ha ricordato un po' Lizzy di Orgoglio e Pregiudizio.

giovedì 21 luglio 2011

Ruth di Elizabeth Gaskell

Sono veramente molto delusa, mi aspettavo qualcosa di meglio, mi aspettavo una vera denuncia sociale, mi aspettavo schiettezza e, perché no, brutalità. E invece mi sono ritrovata a leggere una storia banale, scialba e moraleggiante.

*** SPOILER ***

L'aspetto peggiore del romanzo è il costante e onnipresente richiamo alla fede e a Dio. Tutto questo chiacchiericcio religioso (come lo chiamo io) mi ha reso la lettura pesante, monotona ed esasperante (a un certo punto ho smesso di leggere le note con i riferimenti alla Bibbia e al Vangelo... eppure all'inizio le avevo trovate interessanti). E' la stessa sensazione che ho avuto leggendo Piccoli uomini e I ragazzi di Jo di Louisa May Alcott. Troppa morale, svendita di buoni sentimenti e rassegnazione religiosa.
A questo si aggiunge una protagonista veramente troppo artefatta e irreale, praticamente un fantasma senza personalità a cui vengono attribuite qualità angeliche in netto contrasto con la sua "colpa". Rigorosamente tra virgolette perché io non la considero tale, ma non sono una ragazza vittoriana e all'epoca era la cosa peggiore che potesse fare una donna, dopo la prostituzione, credo.
Ruth non solo è una bellezza mozzafiato, ma è dolce, gentile, elegante, raffinata, premurosa, ingenua al punto da sfiorare la stupidità, povera, orfana e chi più ne ha, più ne metta. Una protagonista del genere è incriticabile, qualsiasi cosa faccia, si deve per forza trovare una giustificazione per elevarla dal suo peccato. Credo che l'aver affidato una storia del genere a una protagonista del genere sia stata una grande mancanza di coraggio da parte dell'autrice che è più vittoriana di quello che potrebbe sembrare. E. Gaskell è una moralista, diversamente dai suoi contemporanei probabilmente, ma sempre moralista rimane. I suoi personaggi non accolgono Ruth perché è una ragazzina in difficoltà che si sta perdendo, ma perché Ruth deve essere rieducata moralmente e redenta. Ruth non può vivere una vita serena in un qualsiasi posto sperduto del Regno Unito (sarebbe troppo realistico!), ma deve essere umiliata ed emarginata, e dedicarsi alla cura (irrazionale) del prossimo, quasi come una missionaria suicida! Praticamente passa attraverso un processo di martirio e beatificazione, che secondo me è assolutamente ridicolo.

La parte più interessante del romanzo è rappresentata dalle vicende che hanno come protagonista Jemima. Povera ragazza intrappolata dall'educazione opprimente di un padre ottuso e presuntuoso. Jemima prova sentimenti come rabbia, odio, frustrazione, è consapevole delle proprie mancanze (che in realtà non ha, ma che le appaiono tali secondo il metro di giudizio di suo padre) e soffre per non riuscire ad essere migliore. È un leone in gabbia, l'unica vera donna moderna del romanzo che rigetta l'autorità di suo padre per difendere Ruth, per aiutarla perché è sua amica, non perché Dio ti guarda e ti giudica. Se il romanzo avesse narrato la vita, la lotta interiore e l'emancipazione di Jemima l'avrei trovato di gran lunga più interessante e stimolante.

Gli uomini del romanzo sono uno peggio dell'altro! XD Deboli e remissivi, ipocriti, egoisti, presuntuosi, etc, ma tutti abbastanza insipidi.

Quanto al romanzo di per sé, l'ho trovato abbastanza banale, non tanto nella trama (che pure non è brillantissima), quanto nella costruzione. I colpi di scena, o meglio, gli eventi salienti che dovrebbero mandare avanti la narrazione sono prevedibilissimi e abbastanza deboli.

Che dire, della Gaskell ho già letto North&South e Mia cugina Phillis e leggerò almeno Cranford prima di esprimere un giudizio definitivo. Fino ad ora però l'unico ad essermi veramente piaciuto è stato North&South.

lunedì 13 giugno 2011

La sonata a Kreutzer

Uhmmm... mi è piaciuto? Direi di sì, ma l'irritazione è stata pari al piacere.
Per certi versi lo trovo assolutamente delirante e non riesco a capire (o meglio non lo so, non conosco in dettaglio la vita dell'autore) se le idee di Pozdnyšev sono tali perché è completamente fuori di testa oppure se quelle sono le idee reali di Tolstoj espresse attraverso il suo personaggio.
In ogni caso, pur tenendo presente l'epoca, la nazionalità e la crisi mistica, il considerare il sesso (tutto il sesso, dall'autoerotismo a quello coniugale, passando per quello occasionale) una depravazione mi sembra assolutamente delirante.
Tanto di cappello a Tolstoj che mi ha tenuta incollata a un libricino di circa 100 pagine nonostante il ribrezzo per il protagonista uxoricida.

giovedì 19 maggio 2011

Andrew Lloyd Webber's The Phantom of the Opera

I musical mi sono sempre piaciuti tantissimo e anche quelli che non mi piacciono, in realtà mi piacciono meno di altri e li ascolto sempre volentieri. Purtroppo, però, vivo nella periferia d'Italia (ultimamente meno periferia di altre città, ma non vivo certo a Roma, Trieste, Bologna, Milano, Torino, Napoli o Catania, tanto per citarne alcune) e ormai arrivano sempre le solite cose, spesso pure tradotte in italiano (ORRORE! :cry: ). Per prima cosa io ODIO il vizio che hanno gli italiani di tradurre le cose e se per film, telefilm e libri non mi dà particolarmente fastidio, anche perché io sono la prima a usufruirne dato che mi stanco di leggere in inglese o di seguire i sottotitoli, per le canzoni non lo tollero proprio. Per le canzoni dei musical ancora meno! È come se qualcuno traducesse le opere liriche... I poveri musical, invece, vengono localizzati e perdono tantissimo. Sono dell'idea che è meglio non capire un'acca di una canzone e sentirla così come è stata scritta, piuttosto che avere una musica a cui è stato appiccicato un testo da un tizio qualsiasi (che sarà pure bravo e competente, ma non è e non sarà mai l'autore della canzone).
Questo è il motivo principale per cui non vado a vedere nemmeno quei due musical all'anno che arrivano in tournée a Bari. L'anno scorso c'era CATS in italiano... IN ITALIANO! Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi. E poi c'è il caso di We will rock you o di The Phantom of the Opera che sono stati localizzati su esplicita volontà della Queen Production (il primo) e di Webber (il secondo). WWRY ha solo alcune canzoni tradotte, mentre POTO è stato tutto tradotto per il film del 2004.
Comunque, non è di questo che volevo parlare, ma ormai l'ho scritto e non lo cancello! :e
Volevo parlare della mia nuova ossessione, The Phantom of the Opera, appunto. *_*
Il musical è liberamente tratto dal romanzo, ma molto liberamente. Sostanzialmente gli eventi chiave sono gli stessi, anche se presentati in modo diverso. Per quanto riguarda i personaggi, molti non ci sono (come il Persiano o il Conte Philippe de Chagny), mentre altri hanno nomi diversi (Moncharmin non mi ricordo come l'hanno chiamato nel musical...), altri ancora hanno caratteristiche diverse (come Mamma Giry che nel romanzo è solo una maschera del teatro, mentre nel musical è Madame Giry la coreografa del corpo di ballo che si è occupata dell'orfana Christine Daaè e ha salvato Erik dagli zingari). Comunque, le differenze, per me, non hanno nessun peso: sono due prodotti diversi, alla fine.
Webber ha trasformato un romanzo un po' horror e gotico, in un musical struggente e passionale. Secondo me è davvero bellissimo. Già ero affascinata dal vero fantasma, ma guardando il musical mi sono proprio innamorata di questo personaggio (soprattutto del fighissimo attore che lo interpreta nel film, Gerard Butler :e ).
Gli attori che cantano nel film hanno fatto davvero un buon lavoro e tra l'altro, mi pare che alcuni fossero proprio cantanti. Tuttavia i cantanti del musical (mi riferisco al cast originale), beh, sono inarrivabili. A me piace particolarmente Michael Crawford che interpreta il fantasma, mentre non impazzisco per Sarah Brightman (Christine). L'ultima traccia del cd, Down Once More/Track Down This Murderer, è cantata da Erik, Christine e Raoul (cioè Michael Crawford, Sarah Brightman e Steve Barton) ed è una delle mie preferite: sono bravissimi, ogni volta devo ascoltarla almeno due volte. ^^ In generale mi piacciono tutte le parti cantate dal phantom, dopotutto è il protagonista! :D Mi piace anche All I Ask of You (Raoul e Christine) e... mi piace tutto, insomma! :D
Del film, come ho scritto su, apprezzo notevolmente Gerard Butler (non solo perché è figo! :lol: ) e anche se non ci arriva con la voce (di cantare canta, ma non ha l'estensione di Michael Crawford), sopperisce con il sentimento. Il suo fantasma è rabbioso, struggente, sofferente, appassionato... mi piace, mi piace!
Spero proprio di riuscire a vedere questo musical dal vivo prima o poi, possibilmente a Londra. *_*

The music of the night - Michael Crawford, Sarah Brightman


The music of the night - Gerard Butler, Emmy Rossum
Licenza Creative CommonsSe non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo blog creati da me sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

lunedì 18 aprile 2011

Uptown girl, DCI Gene Hunt and DI Alex Drake


Che grande serie Ashes to Ashes!!!! *_* Vorrei pagare il canone alla BBC, almeno sarebbero soldi ben spesi (e di sicuro non rischierei di vedere Vespa).
Licenza Creative CommonsSe non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo blog creati da me sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

domenica 23 gennaio 2011

Fuga dei cervelli

La piccola Dorrit, Charles Dickens, Einaudi.
- Io parlo dell'Inghilterra, naturalmente. Quando si porta un'invenzione all'estero, qualche volta le cose si svolgono in modo diverso. Ecco perché tanti se ne vanno dal proprio paese!
Il signor Meagles diventò rosso rosso, ma Doyce continuò:
- Intendo dire che questo è il sistema del nostro governo, ma è regolare: avete mai sentito dire che un progettista o un inventore lo abbia trovato accessibile, che non si sia tentato di scoraggiarlo e maltrattarlo?

C'è stato un periodo in cui l'Inghilterra era come l'Italia! :D Quindi può darsi che prima o poi l'Italia diventi come l'Inghilterra? Ahahahah, forse è meglio non sperarci troppo! :D
Licenza Creative CommonsSe non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo blog creati da me sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

giovedì 13 gennaio 2011

Il corpo astrale (LOL!)

Da Il mastino dei Baskerville, Sir Arthur Conan Doyle (Tutto Sherlock Holmes, I mammut, Newton Compton).
Quando aprii la porta, la mia prima impressione fu che fosse scoppiato un incendio; la stanza era talmente invasa dal fumo che la lampada sul tavolo ne era appannata. Entrando, però, i miei timori si dileguarono, perché l'acre odore del trinciato forte mi prese alla gola facendomi tossire. Attraverso quella cortina intravidi vagamente Holmes, in vestaglia, acciambellato in poltrona, con la sua pipa di creta nera, circondato da vari rotoli di carte.
«Si è preso un raffreddore, Watson?»
«No, è quest'aria mefitica.»
«Già, ora che me lo fa notare, effettivamente, c'è un po di fumo»
«Un po'? Non si respira»
«E allora apra la finestra! Vedo che ha passato tutta la giornata al club.»
«Mio caro Holmes!»
«Ho ragione?»
«Certo, ma come...?»
Rise alla mia aria sbalordita.
«C'è in lei una tale deliziosa ingenuità, Watson, che è per me veramente un piacere esercitare le mie modeste facoltà a sue spese. Un signore esce in una giornata piovosa e fangosa. Ritorna la sera con un aspetto immacolato,  ancora con cappello e scarpe lucide. Quindi, ha messo per tutto il giorno radici in qualche posto. Non ha amici intimi. Dove può essere stato, allora? Non le sembra ovvio?»
«Be', sì, è abbastanza ovvio.»
«Il mondo è pieno di cose ovvie di cui nessuno si accorge mai. Dove pensa che sia stato io?»
«A mettere anche lei radici da qualche parte, immagino.»
«Al contrario, sono stato nel Devonshire.»
«In spirito?»
«Esattamente. Il mio corpo è rimasto in questa poltrona e noto con rammarico che, in assenza del mio spirito, ha bevuto due grossi bricchi di caffè e ha consumato una quantità incredibile di tabacco. Dopo che lei è uscito, ho mandato a prendere a Stamford una mappa militare di questa parte della brughiera e il mio spirito di ha aleggiato sopra per tutto il giorno. Oserei dire che ero sicuro di potermi orizzontare.»

Mi piace troooooppo!! A "In spirito?" sono scoppiata a ridere e la conseguente risposta seria mi ha mandato proprio in visibilio! :D

giovedì 6 gennaio 2011

Sherlock season two



Mark Gatiss:
For those kindly asking, we start shooting the new series of #Sherlock in May. 3 x 90 mins again.

Nooooooo!! Perché Maggio???? :'(
Significa che non verrà trasmesso in autunno come avevano preventivato??? :(

fonte: http://soulgrabber.tumblr.com/post/867327080/sherlock-bbc-2010
Licenza Creative CommonsSe non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo blog creati da me sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.