martedì 24 dicembre 2013

Oh my...


Non ce la posso fareeeeeeee! *__*
Contestualmente hanno anche aggiornato il blog di John.
He was rude, yeah. Arrogant. Apparently lacking in anything resembling empathy. But I'd forgotten just how funny he could be. He was so charming. So... human. It's bizarre because most people would say he was the most inhuman person they'd ever met. But he wasn't. He was everything a good person should be.
E poi
And I've found someone. So I should concentrate on that. 
So this'll be my last blog. 
Sherlock, you bastard, wherever you are. Cheers.
ç_ç
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Sherlock Returns

Ormai ci siamo quasi, il ritorno di Sherlock è imminente. *_* Oggi pomeriggio, alle 14 ora inglese, la BBC renderà disponibile su iPlayer un minisode prequel e finalmente il 1° gennaio inizierà la tanto anelata terza stagione.
Nel frattempo la BBC ha rilasciato trailer (tra cui uno bellissimo interattivo), news, immagini promozionali e ha aggiornato il blog di John Watson. Non solo Watson ha aggiornato il suo blog con una decina di post, ma il suo blog è stato anche invaso dai troll anti-sherlock. :D Alla BBC sono bravissimi, non c'è che dire!


*____* CAN'T WAIT!!!!!!!!!

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domenica 22 dicembre 2013

Lo Hobbit: La desolazione di Smaug

** Spoiler Warning **

Meh.

Lo ammetto, il fantasy non è proprio il mio genere. Prima di conoscere colui che oggi è mio marito, lo evitavo come la peste; adesso, invece, è una componente piuttosto corposa del nostro intrattenimento. Tuttavia, nei confronti de Lo Hobbit, in particolare, ho un atteggiamento assolutamente positivo dato che nella trilogia recitano praticamente tutti i miei attori preferiti. Infatti, il primo film mi è piaciuto abbastanza.
Detto questo, però, non posso assolutamente affermare che il secondo capitolo di questa trilogia mi sia piaciuto. Troppo lungo, troppo noioso, troppo diluito.
Non ho letto Lo Hobbit e mai lo farò probabilmente, ma non mi interessa quanto sia fedele al libro o all'atmosfera Tolkeniana perché certe trovate non mi piacciono a priori.
Per prima cosa, gli orchi. Noia, noia e noia. Troppe sequenze di lotta con gli orchi, tutte uguali e troppo lunghe. In generale, troppe sequenze action in cui si indugia molto sullo scontro fisico.
Seconda cosa, Tauriel e il triangolo. Davvero, la banalità fatta personaggio. Era proprio necessario? Secondo me, no. Ai fini della storia, chi se ne frega di quello che prova Legolas o Kili? Senza questa storyline il film sarebbe durato decisamente di meno. Non ho 16 anni, riesco ad apprezzare un film anche senza l'aspetto romance. Comunque, se io dovessi mai scegliere tra Aidan Turner e Orlando Bloom, non ci sarebbe storia: Aidan Turner tutta la vita! :D
Terza cosa, è ripetitivo. Lo schema è: compagnia in viaggio -> imprevisto -> compagnia catturata -> compagnia in fuga. Noia.
Quarta cosa, il drago. Ho letto in giro che Smaug surclassa i due attori principali, ma io non sono d'accordo. Sarà un bellissimo esempio di CGI  e di motion capture, non lo nego, ma penso che gran parte della sua riuscita come personaggio derivi dal carisma di Benedict Cumberbatch che nel film doppiato è totalmente assente. Per dire, il confronto tra Gollum e Bilbo nella caverna, per me, è stato più coinvolgente di quello con Smaug che, partito benissimo, si è risolto nella solita spettacolare e lunghissima fuga con colpo di genio finale fallito.
Quinta cosa, troppa definizione. Sì, può essere un'assurdità, ma secondo me la troppa definizione toglie qualcosa alla magia del cinema. Il cinema è finzione che riesce ad emozionare, che ti fa viaggiare in mondi che non esistono, che ti coinvolge come se fosse realtà. L'altissima definizione fa sembrare questa finzione... finta. In certi momenti ho avuto la sensazione di guardare delle sequenze molto ben fatte di un videogioco.
Sesta cosa, il finale. Va bene il cliffhanger, ma fatto in quel modo è decisamente fastidioso e rende molto forte la sensazione di esser stati presi in giro.

Sempre bravissimo Martin Freeman che anche in questo caso fornisce una prova decisamente superiore al resto del cast. A me piace molto, Bilbo è l'unico personaggio che riesce a trasmettermi i suoi stati d'animo senza che io debba fare alcuno sforzo di interpretazione.
Richard Armitage è migliore di quello che sembra, lo so, eppure in questo film, per me, risulta sempre abbastanza anonimo. Sarà per le protesi che comunque limitano la sua espressività e sarà per l'assenza della sua magnifica voce, ma l'unico momento in cui l'ho davvero apprezzato è stato l'ingresso nella montagna.

Molto bella la sequenza a Dol Guldur in cui si scopre che il Negromante è in realtà Sauron. Davvero inquietante la comparsa dell'occhio.

In conclusione, penso che questo film vada rivisto, meglio se in lingua originale. Tuttavia l'impressione a caldo è stata abbastanza negativa.

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mercoledì 18 dicembre 2013

Glorious 39

Glorious 39 è un thriller ambientato nell'Inghilterra del 1939, alla viglia della Seconda Guerra Mondiale. Il cast comprende  Romola Garai, Bill Nighy, Julie Christie, Jeremy Northam, Christopher Lee, David Tennant e altri volti noti del panorama britannico.
Il film tv è piacevole e intrigante, ma è un po' debole sul lato thriller. Risulta vagamente inquietante, ma non riesce mai a coinvolgere completamente il pubblico e per me, il finale è onestamente senza senso.
Il punto di forza è senza dubbio un cast composto da attori molto bravi e carismatici. Divina, come sempre con la BBC, la ricostruzione storica e bellissimi i costumi.

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lunedì 16 dicembre 2013

The Time of the Doctor (Christmas Special 2013)

Ormai ci siamo, manca meno di una settimana allo speciale di Natale. *_* I can't wait!!!!!!

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domenica 15 dicembre 2013

Doctor Who

Nel passaggio da un blog all'altro sono andati persi alcuni post. Tra questi ci sono i post dedicati a Doctor Who. :(

Doctor Who... Doctor Who? Che dire? Lo adoro. :)
Il Dottore mi piace in tutte le sue rigenerazioni, a partire dalla serie classica. Una serie atipica basata sul cambiamento estremo: periodicamente non solo cambia lo show runner, ma anche tutti i personaggi. Vediamo tantissime serie chiudere perché i personaggi ormai sono esauriti o perché gli attori hanno deciso di fare altro, mentre la BBC ha scommesso su qualcosa di incredibile e ha vinto, al punto da festeggiare il cinquantenario di una serie iniziata nel 1963 (interrotta nel 1989 e ripresa nel 2005, con un film tv nel 1996). Lo spettatore di Doctor Who, bambino o adulto che sia, sa che deve affezionarsi all'idea incarnata dal Dottore e non all'attore che lo interpreta perché quest'ultimo non è indispensabile. Certo, non tutti i fan l'hanno ancora capito e periodicamente assistiamo a parte del fandom che si straccia le vesti per questo o quell'attore. :D Se siete tra questi, Doctor Who non fa per voi. :p
Ogni rigenerazione porta con sé una storia differente e mostra aspetti differenti della personalità del Dottore, praticamente è come iniziare una nuova serie ogni tot anni, con lo stesso personaggio e lo stesso background. Per me è fantastic (come direbbe Nine :D)!

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giovedì 12 dicembre 2013

Sherlock Holmes

Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle. Tutto Sherlock Holmes -  Newton Compton
Holmes non era certo un coinquilino difficile. Molto tranquillo, di abitudini regolari. Raramente rimaneva alzato dopo le dieci di sera e invariabilmente la mattina aveva già fatto colazione ed era uscito prima del mio risveglio. A volte passava la giornata nel laboratorio di chimica, a volte nella sala anatomica, altre volte facendo lunghe passeggiate che, a quanto pareva, conducevano nei quartieri più poveri ed emarginati della città.
Quando era in preda alla sua frenesia di lavoro si dimostrava infaticabile; ma ogni tanto subentrava la reazione, e allora rimaneva per giorni e giorni sdraiato sul divano del soggiorno, senza dire una parola né muovere un muscolo dalla mattina alla sera. In queste occasioni, notavo che i suoi occhi assumevano un'espressione talmente sognante e vacua che avrei potuto sospettare che facesse uso di droghe se la sua vita morigerata e cristallina non avesse smentito quel dubbio. [...]
Era alto quasi un metro e novanta ma la sua straordinaria magrezza lo faceva sembrare ancora più alto. Eccezioni fatta per quegli intervalli di torpore cui ho accennato, il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un'aria vigile e decisa. Il mento era prominente e quadrato, tipico dell'uomo d'azione. Le mani, invariabilmente macchiate d'inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia. [...]
Non studiava medicina. [...] Né sembrava avesse seguito un corso di lezioni in vista di una eventuale laurea in scienze o in qualsiasi altra materia riconosciuta che gli avrebbe permesso di entrare nel mondo accademico. Pure dimostrava un interesse e uno zelo straordinari per determinati studi e, entro limiti eccentrici, le sue cognizioni erano straordinariamente ampie e minuziose, tanto che le sue osservazioni mi sbalordivano. Nessuno avrebbe lavorato tanto, né raccolto tante nozioni così dettagliare, se non per uno scopo ben preciso. [...]
La sua ignoranza era notevole quando la sua cultura. Di letteratura contemporanea, di filosofia e di politica era apparentemente a digiuno. Una volta che ebbi occasione di citare Thomas Carlyle mi domandò candidamente chi fosse e cosa avesse fatto. Ma la mia sorpresa raggiunse il colmo quando, per puro caso, scoprii che ignorava totalmente la teoria copernicana e la composizione del sistema solare. Che in questo diciannovesimo secolo un qualsiasi essere umano civilizzato non sapesse che la terra ruota intorno al sole mi sembrava una cosa talmente straordinaria da non crederci. [...]

lunedì 16 settembre 2013

La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

Maledetta sia la narrazione in prima persona.
Non mi è piaciuto, per me è insipido e poco coinvolgente. Inoltre ho trovato un po' ridicola l'idea che una sguattera potesse dare consigli "estetici" a Vermeer e per di più farlo senza essere interpellata, nel diciassettesimo secolo!
Vermeer, poi, viene descritto come un uomo vigliacco e insulso, ma tanto bravo a dipingere. Non che dovesse essere per forza una persona per bene, ci mancherebbe, ma visto che della sua vita si sa pochissimo, mi ha dato fastidio questa interpretazione così libera e nettamente negativa.
Infine Griet è costantemente circondata da persone meschine, egoiste e vigliacche, perché? L'autrice forse pensava che sarebbe stato più facile simpatizzare con la protagonista se questa fosse stata vittima o in qualche modo vessata, oppure pensava di mettere in evidenza la sua modernità (fuori luogo e poco verosimile, secondo me)? Non ne ho idea, ma l'unica sensazione che ho provato è stata la mancanza di equilibrio nelle vicende della protagonista.

mercoledì 11 settembre 2013

Io ti guardo di Irene Cao

Emulo italiano di 50 sfumature. Condivide con quest'ultimo la banalità disarmante dei dialoghi e l'assoluta "monodimensionalità" dei personaggi. Ritroviamo ancora gli stereotipi soliti della ragazza intellettuale dal fascino inconsapevole, l'amica frivola, party-girl e mangia uomini, l'amico per bene e tanto a modo e il seduttore incallito macho e tormentato.
La trama è povera e prevedibile e l'uso odiosissimo della narrazione in prima persona dà l'idea di un diario adolescenziale (e la protagonista non fa molto per sembrare più matura di un'adolescente tra l'altro).
Merita una stellina in più di 50 sfumature perché è scritto meglio, molto meglio. Non ci sono ripetizioni, né stupidi espedienti narrativi (tipo la "dea interiore" -_- ), né descrizioni buttate a caso di macchine, computer, cellulari e vestiti. Le scene di sesso sono dosate con equilibrio e, soprattutto, non risultano ridicole, anzi... ;)

mercoledì 4 settembre 2013

Nobile Satiro di Lucinda Brant

In pratica è la versione non edulcorata di La pedina scambiata di Georgette Heyer. In realtà, le differenze non sono poche, purtroppo però, la sensazione di "già letto" mi ha accompagnato durante tutta la lettura.
Manca completamente l'ironia e la comicità di G. Heyer, ma proprio per questo i personaggi sembrano meno caricaturali, anche se meno divertenti. Il Duca oltre a essere il prototipo del macho dell'epoca, si scopre avere anche un lato sentimentale, quindi appare molto più "umano" di come viene descritto all'inizio del romanzo (e soprattutto meno "soprannaturale" rispetto al Duca di Avon di La pedina Scambiata).
Bella la componente "crime" (sì, lo so, è un po' esagerata come definizione :D) e inquietante il giusto il cugino psycho.
Mi è piaciuta anche la schiettezza con cui vengono riportati usi e costumi dell'epoca: è giusto chiamare le cose con il proprio nome e ricordare che le epoche passate nascondevano violenza e volgarità sotto una facciata di eleganza e affettazione.

sabato 12 gennaio 2013

I quattro libri delle piccole donne: Piccole donne - Piccole donne crescono - Piccoli uomini - I ragazzi di Jo di Louisa May Alcott

Commento altamente soggettivo, siete avvisati. :p

Io tifo sempre per gli imperfetti, per quelli che sbagliano. Odio le chiacchiere religiose e l'ipertrofia dei buoni sentimenti. Per questo Louisa M. Alcott mi sta sulle palle.
Certi libri è meglio non leggerli e continuare a immaginare che siano belli, anche se in realtà non lo sono.