sabato 18 gennaio 2014

Sherlock 3x03 His last vow: Sometimes somebody has to die

SPOILER WARNING! Uomo avvisato... :p


Confesso che il sottotitolo mi aveva portato a immaginare il peggio del peggio, ma... A volte qualcuno deve morire e per fortuna questa volta non si tratta di qualcuno dei nostri! :D
Con questo episodio liberamente ispirato a L'avventura di Charles Augustus Milverton si conclude la terza stagione di Sherlock che si riconferma la mia serie preferita di tutti i tempi. Anche in questo post, probabilmente abuserò di verbi come "adoro" o "amo", di superlativi e di punti esclamativi. :3
Nel complesso la stagione è stata, per me, molto emozionante e divertente. Emozionante perché ci è stata finalmente mostrata l'intimità di Sherlock, l'attaccamento verso le altre persone (John e Mycroft su tutti) e la sua solitudine. Divertente perché Sherlock Holmes è un uomo sopra le righe e grottesco, lo è nel canone e lo è in questa serie. Continuo a ripetere che nonostante la trasposizione sia moderna, il personaggio è assolutamente fedele al canone, molto più di altri esempi di Sherlock Holmes vittoriani. Ovviamente Sherlock non è un uomo vittoriano e non può comportarsi come tale. Sarebbe stato ridicolo attribuire al personaggio valori e idee proprie di più di un secolo fa, sarebbe risultato anacronistico e poco credibile.
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mercoledì 8 gennaio 2014

He's like a drug

Watson, sul suo blog
But then the whole kidnapping/bonfire thing happened. And he saved my life, of course. And I went to say thanks and... I was hooked. He's like a drug. He told me about the terrorist plot and I was hooked. I had to help him.
Anche per me, la stessa cosa. :D

Sherlock 3x02

Ormai nei confronti di Sherlock ho perso qualsiasi obiettività. Mi piace sempre e anche quando non mi piace, semplicemente mi piace di meno del livello medio di gradimento che è abbastanza elevato. Questa terza stagione, poi, la sto trovando davvero bella e divertente. Saranno i due anni di attesa, sarà l'amore smisurato per Gatiss e Moffat, sarà l'adorazione per Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, sarà qualsiasi cosa, ma io quando guardo Sherlock vado in estasi. :D
Quando mi imbatto nelle critiche, poche per la verità, non le capisco. Magari riesco anche a riconoscere un certo fondamento, ma alla fine penso sempre che si tratti del classico pelo nell'uovo e ignoro la questione. XD Ecco, sì, l'ho detto che non sono obiettiva!

A seguire, spoiler, tanti spoiler!


L'episodio 3x02 è senza dubbio particolare. Il lavoro investigativo è messo leggermente da parte per lasciare spazio al matrimonio del secolo (dopo quello di William&Kate ovviamente :3), ma non ne ho sentito la mancanza.
Prima di tutto, Sherlock deduce e lo fa in grande stile, dando sfoggio di sé e delle sue abilità; il processo deduttivo ci viene proprio fatto vedere, con tanto di Mycroft che ricopre il ruolo di guida razionale. Inoltre, il caso non è così insulso come si potrebbe pensare, anzi mi è sembrato intrigante e perfettamente integrato con la parte più frivola dell'episodio. A me è piaciuto che due casi apparentemente indipendenti alla fine si dimostrino connessi tra loro e ho trovato interessante vedere Sherlock in difficoltà e parzialmente incapace di concentrarsi in un contesto così carico di emotività e di distrazioni. Dopotutto è arcinoto che il principio alla base dell'attività di Sherlock Holmes è appunto la distanza da emozioni e affetti, visti come elementi in grado di offuscare la razionalità e la logica. In questo episodio ne vediamo appunto le conseguenze. Per non parlare poi, delle deduzioni ubriache!

fonte: http://misssiena101.tumblr.com/post/72574663628/loving-sherlocks-analysis-3

In generale, ho adorato le scene dell'addio al celibato, da Sherlock che pianifica il tasso alcolico medio per non perdere il controllo della situazione, a John che gli corregge la birra, a entrambi che giocano, fino al finale sul tappeto (LOL, a cuccia! Mi riferisco ad altro! :p). Le mie sbronze di gioventù erano molto simili a quelle di Sherlock anche se io non ho mai rischiato di scatenare una rissa! :D «I know ash!»

Per quanto riguarda la cerimonia per eccellenza, assistiamo ad uno Sherlock assolutamente adorabile nella sua ansia pre-matrimoniale (io, al mio matrimonio, ero rilassatissima, in confronto! XD). Ho adorato la storia dei tovaglioli, ahahahahah, e ho pensato "grazie al cielo, non ho dovuto scegliere anche questa cosa, insieme al colore delle tovaglie e dei coprisedia!". In realtà, tutta la preparazione del matrimonio è stata spassosissima e mi sarebbe piaciuto avere uno Sherlock a consigliarmi per i tavoli e a istruire gli invitati.

fonte: http://lucifersaam.tumblr.com/post/72455999626

E poi c'è il discorso del best man. *__________* Per me, potevano fare un episodio di 6h con solo il discorso e mi sarebbe piaciuto lo stesso. Sherlock parla davvero tanto in questo episodio ed è una gioia starlo a sentire (soprattutto per una feticista della voce di Benedict Cumberbatch come la sottoscritta). È stato anche molto interessante vedere la sua reazione dopo essere stato scelto come testimone e sapere cosa in realtà nascondeva tutto quell'inusuale silenzio. :)
Leggendo i romanzi e i racconti di Arthur Conan Doyle, io ho sempre provato un grande senso di solitudine e ho sempre pensato che l'allontanamento dalle emozioni per Sherlock Holmes sia quasi una scelta obbligata, una difesa dalla sofferenza dell'abbandono, che egli maschera con motivazioni razionali. Non so se queste fossero le reali intenzioni di ACD o se è il mio vissuto a suscitare in me queste impressioni, ma questo è uno dei motivi per cui Sherlock Holmes mi piace tanto. In questa ottica, tutte le reazioni di Sherlock mi sembrano assolutamente canon. Watson è la controparte umana di Sherlock, è il suo legame con le cosiddette persone normali, con il modo di sentire e vivere delle persone normali e Holmes anche se è convinto di essere immune, alla fine, si affeziona a Watson (anche nel canone è così, Watson è l'unica persona che Holmes tiene in considerazione, per la quale nutre stima e rispetto). Questo legame porta inevitabilmente a delle conseguenze, tra queste la perdita di controllo e di lucidità di Sherlock, il suo voler essere all'altezza della stima dell'amico, il suo essere completamente spiazzato difronte al calore e all'affetto espresso da un'altra persona. Se ci aggiungiamo che oggi abbiamo una sensibilità diversa da un uomo vissuto in epoca vittoriana, abbiamo valori diversi e anche una maggiore libertà nell'esprimere la nostra emotività, ecco che per me Sherlock è assolutamente canon, nel senso che non tradisce il personaggio originale pur rendendolo perfettamente attuale.
Questo è il finale de Il segno dei quattro, il romanzo in cui Watson conosce Mary Morstan:
«La spartizione degli onori mi sembra ingiusta», dissi. «In questa storia, lei ha svolto tutto il lavoro. Io ci ho guadagnato una moglie, Jones ci ha guadagnato il credito, e a lei che resta?» «A me», rispose Holmes, «resta ancora un flacone della cocaina.» E allungò la sua mano bianca affusolata.
È tanto diverso da Sherlock che si guarda in torno circondato da persone che si divertono e che va via dal matrimonio, solo? Per me no. Ho provato lo stesso senso di solitudine, di estraneità, di isolamento.

Sempre considerando il canon, ho colto qualche citazione, poche per la verità dato che non sono proprio espertissima. Tra queste, il riporre le millemila sigarette nella pantofola persiana in cui lo Sherlock Holmes cartaceo conserva il tabacco, il riferimento alla cenere che già avevamo visto nella prima stagione e il nano con la cerbottana. Visto che ho ricominciato a leggere il canon dall'inizio, sicuramente a breve coglierò altri dettagli. :3

Vorrei spendere due parole anche per Mary. È stupenda. Già tremo al pensiero che possa succederle qualcosa nel terzo e ultimo episodio. :( Non conoscevo questa attrice, nel senso che non l'avevo mai vista recitare: è deliziosa, così naturale e così a suo agio. L'interazione tra i tre, poi, è riuscitissima. Adoro il fatto che non si faccia intimorire da Sherlock, ma che non gli sia nemmeno ostile. :)
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martedì 7 gennaio 2014

Death comes to Pemberley e Downton Abbey Christmas Special 2013

Inizio con qualcosa che mi è piaciuto.


Sì, non è Jane Austen. Sì, è un giallo classico. Sì, come giallo non è granché. Ma... che bello passare di nuovo qualche ora con Darcy e Lizzy!
I personaggi sono abbastanza fedeli agli originali austeniani, Lydia e Mrs Bennet soprattutto. :D Non sono molto convinta degli attori scelti per Elizabeth (Anna Maxwell Martin) e Darcy (Matthew Rhys): lei l'ho trovata con poca verve, Lizzy me la ricordavo più pungente e ironica; lui non lo so, di solito Darcy, in tutte le sue interpretazioni, mi ha suscitato reazioni scomposte :D mentre in questo caso, niente, sono rimasta completamente indifferente. C'è anche da considerare che è passato qualche anno dalla fine di Pride&Prejudice e che Lizzy e Darcy sono ormai adulti e genitori, quindi ci sta che siano meno spumeggianti. Bisogna aspettare l'arrivo di Lady Catherine de Bourgh per vedere riemergere la vecchia Lizzy.
Per la prima (e forse unica) volta ho provato simpatia per Wickham e so che Zia Jane non mi perdonerà mai per questo! Anche se come al solito ci mette del suo, Wickham è così palesemente vittima delle circostanze che non si può proprio restare indifferenti ai suoi occhioni... o meglio, agli occhioni di Matthew Goode. :D
Parliamo di Matthew Goode. Perché io ho ignorato la sua esistenza fino ad oggi? Eh? Eh? Ho letto la sua bio su Wikipedia e mi son resa conto di aver visto molti dei film in cui ha recitato, ma non l'avevo notato per niente. Evidentemente ci voleva una bella cravatta e un abito regency per attirare la mia attenzione! :3
Per il resto, Death comes to Pemberley è una miniserie BBC e già questo è sinonimo di qualità. Ottima cura della ricostruzione storica, dei costumi e delle acconciature. Buon ritmo e buona regia. Insomma, la solita buona tv britannica che difficilmente mi delude.

E ora, Downton Abbey.
Non capisco perché continuo a infliggermi questa tortura. L'ultima stagione più o meno decente è stata la seconda, poi la qualità di scrittura è precipitata e l'aspetto soap opera ha preso il sopravvento. Forse continuo a seguirlo nella speranza di riprovare le stesse emozioni della prima stagione, non so, però so che tutte le volte ci resto malissimo.
Seguiranno tanti spoiler sullo speciale di Natale 2013.
Prima di tutto, gli spasimanti di Mary sono ridicoli e altrettanto ridicola è Mary che flirta con chiunque e che rispolvera Matthew solo quando deve rifiutare le varie dichiarazioni d'amore, per non parlare della soddisfazione che manifesta quando Gillingham le comunica che Blake, in realtà, è uno di loro, un ereditiere.
Poi, la gravidanza di Edith, tema tanto importante quanto buttato via a casaccio. Dopotutto che ce ne frega di Edith, è solo quella a cui capitano tutte le sfighe del reame e che non ha diritto a un lieto fine, nemmeno momentaneo. Mary si sposa con il tanto desiderato poor cousin Matthew, Sybil addirittura con l'autista, ma no Edith deve restare zitella, punto e basta. Questa volta, s'è beccata il giornalista con la moglie internata (Jane Eyre dice niente?) che per divorziare prende la cittadinanza tedesca e va in Germania, proprio a Monaco di Baviera, proprio durante l'ascesa del nazismo. Ovviamente non poteva farsi i fatti suoi visto che era lì solo per una questione burocratica, no, doveva discutere con alcuni proto-nazisti e sparire nel nulla. Chiaramente dopo aver messo incinta al primo colpo la figlia di un Lord. Che culo. Sempre perché è fortunata, Edith, in Svizzera, mette al mondo una bambina, quindi nemmeno un futuro erede nel caso in cui il piccolo George tiri le cuoia. E vaaaabbè.
Degna di nota è l'epidemia di sentimentalismo che imperversa a Downton e dintorni. Non solo Mary con i suoi tre boys, ma anche Isobel con un vedovo che le fa la corte, Branson con la cafonazza che fa la maestra, Baxter con Molesley, il fratello di Cora con una cacciatrice di patrimoni, il padre della cacciatrice a sua volta a caccia dei soldi della madre di Cora e persino tra Mr Carson e Mrs Hughes pare ci sia del tenero!!!!!!!!! Stucchevolissimo.
Tralasciamo Thomas in pieno delirio ormonale che intriga e rompe le palle a chiunque senza un motivo apparente e parliamo di Bates. Bates, la povera anima con tutto il mondo contro, vince il premio psycho dell'anno; diciamo che non sono più così convinta che non sia implicato nella morte della sua prima moglie. Tra l'altro scopriamo che Bates, in galera, deve aver seguito dei corsi di formazione professionale per falsari e borseggiatori. Perché? Non ci è dato saperlo, ma è spuntata la sua vena da super criminale che Moriarty a confronto era un dilettante.
Che altro dire, la storyline della lettera rubata fa troppo Sherlock Holmes, ma Mary e Rose non sono Sherlock Holmes e Watson, quindi per quanto mi riguarda, il tutto è risultato abbastanza stupido.
Poi come al solito, bellissimi costumi, acconciature e location, ma una serie può basarsi solo su questo? Per me no.
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sabato 4 gennaio 2014

Sherlock 3x01

Ho appena finito di vedere l'episodio 3x01 di Sherlock. Scrivo a caldo, sicuramente in modo poco obiettivo e senza badare agli spoiler. Quindi SPOILER WARNING!

Sono assolutamente su di giri. Adoro questa serie sotto tutti i punti di vista. Adoro la scrittura, la fotografia, la regia, l'interpretazione... TUTTO. Questo episodio l'ho aspettato per due anni. DUE ANNI. D-U-E A-N-N-I. E ne è valsa la pena.
È stato tutto perfetto, persino il non aver dato una spiegazione per la non-morte di Sherlock è stata un'ottima mossa: piuttosto che inventare qualche soluzione WTF!?, meglio glissare totalmente e prendere amorevolmente in giro il fandom che per anni ha riempito blog, siti, forum e gruppi di discussione con ipotesi assurde e improbabili (alcune delle quali parodiate nell'episodio). :D E a proposito del fandom. XD La ragazza che immagina il risvolto omo tra Moriarty e Sherlock È l'incarnazione del fandom! AHAHAHAHAHAH!!!!
Ho adorato (sì, abuserò ancora per molto di questa parola! E dei punti esclamativi!!!!) Martin Freeman; ho trovato il suo Watson più canon del solito (se mai fosse possibile!) e soprattutto, molto coinvolgente. Per tutto l'episodio mi sono sentita Watson, ho sofferto con lui... una sofferenza iniziata lì, sotto il St Bart's, guardando Sherlock in piedi sul davanzale. E il suo sguardo quando riconosce Sherlock al ristorante, wow, incredibile! Rabbia, stupore, dolore (tanto dolore), incredulità. Bravissimo, Mr. Freeman. Ottima la scelta di far interpretare Mary alla vera compagna di Martin Freeman. Freeman e Cumberbatch sono molto affiatati e in sintonia, un terzo personaggio che non fosse stato in grado di avere un affiatamento simile con Watson non sarebbe risultato credibile, imho, invece Martin e Amanda sono affiatati, intimi, naturali. Stupendi.
Gatiss nel ruolo di Mycroft è sempre meraviglioso e veder interagire così tanto i due fratelli è stata una piacevole novità. Abbiamo anche visto Mrs. e Mr. Holmes che, come dice Watson sono così normali! :D E vanno a teatro a vedere Les Mis (beati loro!) e Mofftiss ci fa anche ascoltare "Do you hear the people sing?". Britishness a profusione!
E infine, Benedict Cumberbatch. Che dire? Oltre ad essere un ottimo attore drammatico, ha dimostrato anche di reggere benissimo scene leggere e ironiche, senza risultare grottesco o fuori parte. E quando prende in giro Watson è assolutamente adorabile. :D
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