sabato 17 maggio 2014

Duello nel Mar Ionio di Patrick O'Brian

Questo episodio della serie mi è piaciuto leggermente di meno dei precedenti, l'ho trovato un po' lento e il crescendo di tensione che porta allo scontro finale è stato abbastanza telefonato. Probabilmente la lentezza e l'accenno di noia sono effetti voluti, dovuti al blocco navale di Tolone e all'assenza di scontri degni di nota. Ero così contenta di ritornare nel Mediterraneo dopo tanti anni trascorsi dalla conclusione di Primo Comando, ma è stato meno divertente di quanto mi aspettassi.
Jack ha le mani legate praticamente per l'80% del romanzo e tutto quello che succede ci viene raccontato da altri, più che vissuto. Inoltre, il finale non è un vero finale. È vero che anche i romanzi precedenti non sono propriamente autoconclusivi, ma in questo caso la sensazione è sgradevole, probabilmente perché la parte più dinamica e divertente si conclude all'improvviso, senza ulteriori spiegazioni e dettagli che vengono rimandati al capitolo iniziale del romanzo successivo.
Beh, ci sono rimasta male. :D

venerdì 9 maggio 2014

Missione sul Baltico [Aubrey-Maturin #7]

SPOILER

Non so cosa altro potrei scrivere per esprimere il mio entusiasmo per questa serie. :D Sto divorando i libri uno dopo l'altro, senza mai un attimo di noia. Questo romanzo, inoltre, è davvero divertente, nonostante l'ansia tremenda per la missione di Stephen e l'angoscia per la prigionia; il merito è di Jagiello, un bellissimo maggiore lituano al servizio della Svezia. La sua interazione con Stephen è esilarante: sono entrambi totalmente fuori luogo a bordo dell'Ariel, goffi e decisamente d'intralcio. Eventi assolutamente degni di nota sono la partita a scacchi in cui Jagiello cerca di perdere per gentilezza nei confronti di Stephen e la scoperta del Bocconcino del gentiluomo. L'animo romantico di Jagiello è una garanzia anche durante la prigionia a Parigi e quasi mi dispiace per Madame Lehideux. :D
Le camicie non sventolarono più dalle sbarre e Jagiello non fece che cantare, suonare il flauto e mettersi in mostra tutto il giorno, esentato dal compito di spazzare, lavare il pavimento, pulire la tavola e le sedie; fu esentato da ogni compito tranne da quello di rendersi gradito; Jack e Stephen continuavano a tenersi fuori vista, ma, da quanto era dato loro di capire, Jagiello stava avendo un grande successo. A parte le missive quotidiane sempre più voluminose, i due comunicavano mostrandosi a vicenda le lettere di un alfabeto, cantando insieme e per mezzo di segni. Una conversazione laboriosa, che occupava la maggior parte delle ore diurne, e non si capiva come la giovane donna riuscisse a trovare il tempo di cucinare per loro e di occuparsi in modo così perfetto dei loro indumenti.
A parte Jagiello, l'attenzione è focalizzata quasi sempre su Stephen, anche se non si ha mai la sensazione che Jack venga messo da parte. O'Brian è stato davvero bravo a dosare i suoi due protagonisti. La differenza tra i due si riflette anche nella narrazione: Stephen è riflessivo, pensa e analizza molto e per questo è molto spesso voce narrante, mentre Jack è uomo d'azione, è pratico ed è spesso oggetto delle analisi e dei pensieri del dottore. Sono una coppia davvero ben assortita, anche se al di fuori dei rispettivi campi d'azione condividono un non so che di naif. Infine, spero che sia stata messa definitivamente la parola fine alle tribolazioni sentimentali di Stephen. :D

lunedì 5 maggio 2014

Bottino di guerra di Patrick O'Brian [Aubrey-Maturin #6]

SPOILER

Bellissimo! Sì, so di essere ripetitiva, ma non ci posso fare niente, questi libri sono davvero belli e avvincenti. In questo romanzo, per la prima volta Aubrey, pur avendo ottenuto il comando della Acasta, non ha fisicamente il comando di alcuna nave: partito dalle Indie Orientali Olandesi a bordo de La Flèche del Capitano Yorke, non riuscirà mai a raggiungere Portsmouth per prendere possesso della sua nuova nave.
HMS Java fighting against USS Constitution (Wikipedia)
Un incendio a bordo de La Flèche, costringe Aubrey, Maturin e una decina di marinai e ufficiali della Leopard ad abbandonare la nave su una lancia senza vele nell'Oceano Atlantico del Sud; successivamente, dopo esser stati salvati dal Capitano Lambert della Java, assistono alla sconfitta della nave e vengono fatti prigionieri dagli Americani. Nello scontro con la USS Constitution Aubrey è ferito gravemente al braccio destro, ma al di là delle aspettative, riesce a sopravvivere ed è ricoverato presso l'ospedale psichiatrico del Dr. Choate, a Boston, in attesa dello scambio dei prigionieri. In realtà gli Americani cercano un capro espiatorio per l'incidente avvenuto anni prima tra la Leopard (comandata dal Capitano Salusbury Pryce Humphreys) e la Chesapeake, in cui la nave americana fu cannoneggiata dalla fregata inglese dopo essersi rifiutata di consegnare i disertori inglesi. Accusano Aubrey di aver aggredito il mercantile Alice B. Sawyer, ma Jack riesce a dimostrare che in quel periodo la Leopard era in fuga dal vascello olandese Waakzaamheid. Inoltre Maturin viene riconosciuto da Dubreuil, una spia francese, che dopo aver tentato, invano, di rapirlo, attenta alla sua vita. Alla fine, Aubrey e Maturin riescono a scappare e a rifugiarsi presso la Shannon, una fregata inglese che si trova al largo di Boston.
Dicevo, per la prima volta Aubrey è costretto a fare da spettatore: partecipa alle azioni militari, ma non ha voce in capitolo. In tutto il romanzo emergono la sua frustrazione e la sua sofferenza, non solo fisica per via del braccio ferito, ma soprattutto spirituale. Aubrey si identifica anima e corpo con la Royal Navy e i fallimenti di quest'ultima influiscono pesantemente sul suo spirito. Tuttavia anche quando sembra non esserci più speranza, il suo carisma e la sua autorevolezza s'impongono e risulta un naturale punto di riferimento per chi gli è intorno. Alla sofferenza spirituale di Jack fa da contraltare la mancanza di "sentimento" di Stephen. Maturin realizza improvvisamente di non essere più innamorato di Diana e questa consapevolezza lo priva della forza vitale. Dopo anni di sofferenze causate da un amore non corrisposto e lenite con il laudano, ora Stephen ha bisogno del laudano per sopportare il vuoto dovuto alla mancanza d'amore. Offre a Diana una scappatoia proponendole nuovamente il matrimonio, ma a spingerlo non è il sentimento che l'aveva portato a dichiararsi in India, ma solo la necessità di salvarla. Probabilmente adesso Diana è davvero innamorata di Stephen, ma come spesso accade, ha perso la sua occasione. Non so come andrà a finire tra i due, ma spero che Stephen possa pian piano imparare nuovamente ad amarla.
Il rapporto tra Aubrey e Maturin è, se possibile, ancora più intimo e solido. Si prendono cura l'uno dell'altro con una dedizione e una fedeltà tali da trascendere il rapporto fraterno. Per me sono meravigliosi e provo un'invidia assoluta per questa amicizia così pura, che va oltre le differenze di carattere, di interessi, di stile di vita e di esperienze.
Jack a Stephen:
Signore Iddio, come vorrei liberarti da queste brutture, così sudice e squallide... come vorrei essere sul mare!