giovedì 17 dicembre 2015

I am poor, obscure, plain, and little

Do you think I am an automaton? — a machine without feelings? and can bear to have my morsel of bread snatched from my lips, and my drop of living water dashed from my cup? Do you think, because I am poor, obscure, plain, and little, I am soulless and heartless? You think wrong! — I have as much soul as you — and full as much heart! And if God had gifted me with some beauty and much wealth, I should have made it as hard for you to leave me, as it is now for me to leave you. I am not talking to you now through the medium of custom, conventionalities, nor even of mortal flesh: it is my spirit that addresses your spirit; just as if both had passed through the grave, and we stood at God's feet, equal — as we are!
Jane Eyre, Charlotte Bronte

martedì 10 novembre 2015

Delitto e Castigo, frammenti #2

Nonostante il suo recente, fugace desiderio di avere in ogni modo contatti con la gente, alla prima parola effettivamente rivoltagli aveva riprovato di colpo il suo consueto, sgradevole sentimento di irritazione e repulsione verso qualsiasi estraneo che sfiorasse o tentasse di sfiorare la sua intimità
Delitto e castigo, Dostoevskij

sabato 29 agosto 2015

The lunatic is in my head

You lock the door
And throw away the key
There's someone in my head but it's not me.
And if the cloud bursts, thunder in your ear
You shout and no one seems to hear
And if the band you're in starts playing different tunes
I'll see you on the dark side of the moon

venerdì 28 agosto 2015

Scoperte finlandesi

Durante le ferie, ho passato 5 giorni a Helsinki.
Non ho voglia di fare la cronistoria del mio soggiorno finlandese :3 I miei viaggi sono tutt'altro che rilassanti e si possono riassumere in: chilometri a piedi e ore in musei, gallerie e siti storici. Non mi interessa il divertimento così come viene inteso dalle persone normali, quindi non mi dedico alla vita notturna, alle attrazioni turistiche e simili; io mi diverto a esplorare le città, a mangiare quello che mangiano i locali e a leggere le targhette nelle teche dei musei. :3 Devo rientrare a casa stanca morta, con un mucchio di informazioni da far sedimentare e poi approfondire.
Di norma scelgo le mete delle vacanze in base ai miei bisogni culturali e intellettuali (diciamo così), ma la Finlandia è stata scelta per questioni di cuore; non ne sapevo assolutamente niente e il viaggio ha assunto la forma di una scoperta continua.
Una delle prime cose che ho visto è il Sibelius-monumentti, cioè il monumento a Sibelius. La mia foto non rende assolutamente, dal vivo è molto suggestivo e imponente.
Sibelius Monument Helsinki
Sibelius Monument, Helsinki
Ma chi è Sibelius? Io non lo sapevo, così ho googlato. Jean Sibelius è il più grande compositore finlandese. Non sono un'esperta né una conoscitrice di musica, quindi non posso dire molto altro. Ho cercato su youtube i suoi lavori e mi sono piaciuti molto, così ora ho un altro compositore da aggiungere all'elenco dei miei compositori preferiti. :D


Informandomi su Sibelius ho letto che ha composto una suite ispirata al Kalevala, la Lemminkäinen.


Il Kalevala è un poema epico composto a metà dell'Ottocento che raccoglie storie e canti popolari finlandesi. Mi dicono che permea qualsiasi aspetto della vita finlandese e in pratica è il fondamento della memoria storica finlandese e dello spirito patriottico. Al museo Ateneum (museo di arte moderna di Helsinki) sono esposte le illustrazioni del Kalevala ad opera di Akseli Gallen-Kallela (mostra The Magic North). Ho trovato le illustrazioni molto belle e in generale il Kalevala mi ha affascinato, non tanto per la storia in sé, quanto per quello che rappresenta. È, più o meno, lo stesso principio del Genji monogatari giapponese (anche se questo è un romanzo e non un poema), dell'epica omerica o del ciclo di Re Artù.

martedì 16 giugno 2015

Sojuz

Questa cosa che sembra una lavatrice bruciacchiata è la capsula di rientro del Sojuz che ha riportato a Terra Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti.

NASA/Bill Ingalls
Sì, sembra una cosa uscita direttamente da un romanzo di Jules Verne. :D
Lo sviluppo dei veicoli Sojuz risale alla fine degli anni '60, ma chiaramente i veicoli utilizzati oggi non sono gli stessi di allora. Dovrebbe essere la quinta generazione, ma in ogni caso non è che ispiri proprio fiducia! XD

lunedì 15 giugno 2015

Can you hear me, Major Tom?

Alle recenti polemiche imbecilli sull'attenzione mediatica riservata a Samantha Cristoforetti, io rispondo così:


Chris Hadfield è un'astronauta canadese ed è stato, tra le altre cose, il comandante dell'Expedition 35 nel 2013. Alla fine della sua missione, il 12 Maggio 2013 ha registrato una sua versione di Space Oddity sulla ISS. Che è una cosa bellissima e che sarebbe potuta essere più figa solo se ci fosse stato David Bowie himself in orbita, a cantare!

Seriamente, adesso. La ISS è il laboratorio di ricerca scientifica più avanzato esistente. È un progetto internazionale (la I) gestito da cinque agenzie spaziali di paesi che non hanno proprio una storia comune di cooperazione e fratellanza (USA, Europa con tutte le sue agenzie "locali", Canada, Giappone e Russia), eppure lì, in orbita bassa scompaiono le differenze culturali e le rivalità politiche. Gli astronauti sono persone selezionate tra migliaia di candidati, non sono persone comuni; il loro lavoro è estremamente complesso, rischioso, faticoso e usurante. Sì, usurante perché loro sono parte dell'esperimento, sono cavie su cui si studiano gli effetti della microgravità e delle radiazioni. E che ce ne frega della microgravità? Gli effetti della microgravità sembrano molto simili a quelli dell'invecchiamento e poi... vogliamo restare attaccati a questo pianeta fino al giorno della nostra estinzione? Non vogliamo vedere e toccare cosa c'è oltre? Io sì. Quando accadrà io non ci sarò, ma l'idea che l'uomo possa spingere i suoi limiti sempre più in avanti mi piace. Per me, dà un senso a tutto, al pensiero, alla fantasia, alla creatività.
Quello che vediamo noi sulla Terra, l'aspetto social degli astronauti è solo il modo in cui trascorrono il loro tempo libero. Potrebbero leggere un libro o ascoltare musica, sicuramente lo fanno, ma fanno anche qualcosa di più importante ed essenziale: fanno divulgazione scientifica, fanno cultura.

Ogni foto, ogni video, ogni collegamento per me sono fonte di costante meraviglia. Ho quel minimo di cultura scientifica per capire cosa fanno e per sapere perché le cose accadono in un certo modo, eppure continuo a stupirmi. Continuo a guardare il cielo con gli stessi occhi di quando avevo 8 anni, con la stessa meraviglia di quando ho visto per la prima volta i dettagli dei crateri lunari, con lo stesso senso di immensità di quando ho inquadrato Giove nell'oculare del mio telescopio. Il cielo ha ispirato l'uomo per millenni, continua a farlo tutt'ora e sempre lo farà, ma non è detto che debba essere per forza il cielo che vediamo dalla Terra. :)

E coooooomunque sabato sera Philae ha comunicato con Rosetta (era in ascolto dal 12/03 se non ricordo male) e quindi con la Terra! Pare si sia svegliato un paio di giorni fa e abbia iniziato a parlare.

ESA

L'ESA è riuscita a far atterrare un lander (una macchina, insomma) su una cometa con una tecnologia di 11 anni fa. È o non è una cosa estremamente figa?! :D Ooh cazzo!!! (Andrea Accomazzo idolo indiscusso! XD)

lunedì 25 maggio 2015

Cumuli di pietre

Nonostante in miei buoni propositi non riesco ad esimermi da leggere le perle di saggezza con cui i miei connazionali commentano articoli e post sui siti dei quotidiani, sui blog e sui social network. È una pratica malsana perché mi sbatte in faccia una cosa nota e universalmente riconosciuta, ovvero che l'umano medio fa schifo: è gretto, privo di sensibilità, ignorante e affetto da un grandioso analfabetismo funzionale. E soprattutto ha un'opinione oscena su qualsiasi cosa, dal fuorigioco alla microbiologia, passando per la politica internazionale, la finanza, la storia, l'etica, la ricerca scientifica tout court e in pratica tutto lo scibile umano. Non c'è un tema preferito rispetto a un altro, questo individuo riesce a dare il peggio di sé persino commentando il gossip.
Avere opinioni non è di per sé un male, ma lo è quando prende piede l'idea assurda che tutte le opinioni abbiano lo stesso valore e soprattutto che un'opinione sia sempre lecita. Beh, no. Ci sono ambiti in cui si smette di considerare le opinioni e si parla invece di fatti dimostrati, quindi il giustificare una cacata detta con la frase "sarò libero di esprimere la mia opinione?" non ha senso alcuno. E anche dove non ci sono fatti univoci, diciamo che, salvo rarissime eccezioni, l'opinione di un tizio laureato all'università di Youtube non ha proprio lo stesso valore di uno che ha passato tutta la vita a studiare determinati fenomeni con criteri rigorosi e oggettivi (un ricercatore insomma, in qualsiasi disciplina).
Sto andando troppo oltre, comunque, la questione a cui mi sto riferendo è molto più terra terra, per certi versi.
La grettezza di questo tipo di individuo non gli consente di comprendere il valore della cultura intesa non solo come il risultato di conoscere cose, ma anche come quel bagaglio comune che l'umanità accumula da millenni. La nostra identità di terrestri, contraddittoria e spesso meschina; la nostra evoluzione dall'uomo che raccoglie le bacche all'uomo che riesce a far atterrare un lander su una cometa. Non è solo Storia, è anche Arte, Filosofia e Scienza. Tutto ciò che non riguarda la vita quotidiana (ovvero casa, lavoro, cibo, qualche intrattenimento, automobile, figli, etc) è considerato inutile, anche se probabilmente in assenza delle quattro cose sopra elencate, non esisterebbe alcuna vita quotidiana, ma solo sopravvivenza quotidiana (e, in effetti, non è detto che il gretto di cui sto parlando possa comprendere la differenza).
Nei giorni passati mi è capitato di leggere una dichiarazione, assolutamente condivisibile, del presidente del FAI a proposito di Palmira che veniva definita importante quanto Pompei (io amo Pompei, passeggio tra le sue strade come se mi trovassi tra le vetrine del centro, per dire). Purtroppo non mi sono fermata alla dichiarazione, ma ho letto anche i commenti degli utenti e ho irrimediabilmente rovinato la mia giornata. Partendo dal fatto che non si possono paragonare le vite umane alle rovine archeologiche, bisogna tenere presente che queste ultime hanno comunque un valore intrinseco che andrebbe tutelato.
Pompei, così come Palmira, sono lì da più di 2000 anni se consideriamo solo la loro storia romana; il loro grado di conservazione ci racconta la vita di una civiltà ormai estinta, ma della quale abbiamo assimilato alcuni valori, pratiche, gusti e consuetudini (tanto per fare un esempio, l'istituto del matrimonio è di origine romana). La nostra storia è la nostra identità e mostra come il Medio Oriente non sia qualcosa di alieno a noi, distante e ostile in sé. Gli individui che definiscono luoghi come Palmira o Pompei "solo dei mucchi di pietre" non hanno ben chiaro questo concetto e non ne capiscono l'importanza. Importanza EVIDENTEMENTE ben nota persino agli squilibrati dell'ISIS che altrimenti si limiterebbero a massacrare civili e sgozzare giornalisti, invece di devastare i siti archeologici. Prima di Palmira ci sono state Mossul, Nimrud e Hatra.

lunedì 11 maggio 2015

Tramonti marziani

Su Marte i tramonti possono essere azzurri a causa delle particelle di polvere sospese nell'atmosfera che consentono alla radiazione blu di penetrare più facilmente rispetto ai colori con lunghezza d'onda più lunga (come il giallo o l'arancio).
NASA/JPL-Caltech/MSSS

Foto meravigliosa che mi colpisce dal punto di vista estetico, emotivo e razionale. Non faccio fatica a immaginarmi lì sulla superficie del cratere Gale ad ammirare uno spettacolo così suggestivo, come se mi trovassi in un qualsiasi luogo terrestre.

Quando ho visto questa foto mi è venuto il mente il sole bianco di Dune (anche se mi pare che il cielo fosse giallo...). :D

martedì 5 maggio 2015

F = mg

È incredibile quanta poca consapevolezza abbiamo, noi umani, della forza di gravità; eppure con una gravità maggiore o minore, non saremmo quello che oggi siamo e non potremmo vivere la vita così come la conosciamo. Da questo punto di vista, i video girati sulla ISS sono illuminanti.
In orbita, in assenza di peso, è difficile persino piangere. ^^

mercoledì 22 aprile 2015

Marvel's Daredevil (Netflix)

Mi sono innamorata di un altro fictional character. Lui.


Allora, prima di tutto a me i supereroi canonici (cioè quelli con i super poteri e i costumi pacchiani) generalmente non piacciono; la ragione principale è che trovo ridicoli i super poteri e i costumi, quindi la base proprio. XD Tuttavia mi piacciono gli anti-eroi, gli eroi tormentati, gli sfigati in genere e gli eroi canonici rimodernati (tadaaaaaaà! XD). E ho anche il pregio di avere pochissimi pregiudizi per quanto riguarda il mondo del fumetto, di qualsiasi nazionalità (ho letto un po' di tutto). Datemi un fumetto e lo leggerò, magari non mi piacerà, ma se non leggo, non giudico.
Tutto questo per dire che il Daredevil di carta non mi piace molto (soprattutto le storie più vecchie, ma è una cosa che riguarda tutti i personaggi Marvel che conosco), mentre quello di Netflix non è che mi piace e basta, no, troppo riduttivo. Credo sia la serie più bella vista dai tempi di X-Files (che è la mia serie televisiva della vita, insuperabile, inimitabile, ini-qualsiasi-cosa. E a proposito la notizia del sequel - perché è un sequel, non un reboot - mi ha mandato in brodo di giuggiole).
Mi piace sotto tutti i punti di vista. Casting perfetto: non so se gli attori siano in parte o meno (non conosco così bene le storie originali), ma so che sono tutti dannatamente bravi, carismatici e assolutamente ben diretti. Vincent D'Onofrio e Charlie Cox su tutti. Charlie Cox, poi, in versione Matthew Murdock/Daredevil acquista un fascino che nella vita vera, purtroppo per lui, non ha. XD


La regia e la fotografia sono da paura: mai vista una qualità così alta in una serie tv. Musica un po' anonima e davvero ai minimi, ma a me è piaciuta questa scelta e non ho sentito la mancanza di temi più importanti.


Se volessi fare le pulci alla serie, troverei sicuramente qualche buco di sceneggiatura o qualche ingenuità, ma non le voglio fare perché il pacchetto nel suo complesso è intrigante, divertente, entusiasmante e coinvolgente.
A me non piacciono le serie violente, qui si prendono a mazzate malamente, con tanto di ossa rotte in vista e decapitazioni truculente, eppure questa violenza non mi ha infastidito, anzi mi è sembrata perfettamente funzionale al racconto e non solo qualcosa per shockare il pubblico. Aggiunge realismo, ma non esaspera.
Il villain è davvero cattivo e inquietante. Finalmente! Non è una macchietta che serve solo a far vedere quanto è bravo il supereroe, quanto è portato al sacrificio e quanto è giusto, anzi ha un'ambivalenza di fondo e una profondità tali da farti persino dubitare della bontà dell'operato dell'eroe. Non è semplicemente uno squilibrato, ma è un uomo con un progetto politico e sociale.
L'unica cosa che posso dire di non aver gradito (giro di parole per non dire che mi ha fatto schifo) è il costume completo, quello rosso, non tanto la tuta quanto la maschera: bleah! Preferivo la tenuta nera. E lo so che Daredevil ha la tutina rossa, ma l'ho detto prima che trovo ridicoli i costumi dei supereroi. :p

Che dire? Ho divorato 13 ore di serie come se fosse la mia unica ragione di vita, ho letto tutto quello che avevo in casa su Daredevil per prolungare la magia e cerco info online in modo compulsivo. XD
E poi, io e Matt abbiamo un sacco di cose in comune, per esempio non accendiamo la luce quando siamo in casa! XD
Sì, direi proprio che la serie mi ha preso e la notizia di giornata del ritorno nel 2016  (anziché nel 2000boh) non può che farmi piacere, anche se il cambio degli showrunner mi mette ansia. :p

venerdì 20 marzo 2015

Welcome back! #2

Rientro della sonda Soyuz con a bordo l'astronauta Barry Wilmore e i cosmonauti Alexander Samokutyaev e Elena Serova.

NASA/Bill Ingalls
Non riesco a ricordare una foto di un rientro più bella e suggestiva.

sabato 28 febbraio 2015

Delitto e Castigo, frammenti.

Ho ripreso la lettura di Delitto e Castigo e non riesco a ricordare, né capire perché l'avessi messo da parte. È meraviglioso.
Petr Petrovic, d'altronde, era una di quelle persone apparentemente amabilissime in società, e con grandi pretese di cortesia, che tuttavia, appena qualcosa non va loro a genio, perdono tutte le loro doti e diventano simili più a sacchi di farina che a disinvolti cavalieri. 
Uhm... mi ricorda qualcuno...
 [...] ma so altrettanto bene che Marfa Petrovna, in fondo, era probabilmente contenta di questa mia, diciamo così, iniziativa. La storia con vostra sorella era ormai stata delibata fino all'ultima goccia. Da più di due giorni Marfa Petrovna era costretta a rimanere in casa; non aveva più niente da raccontare in città, e ormai aveva annoiato tutti con quella sua lettera [...]. Ed eccoti, a un tratto, quelle due frustate: una vera manna celeste! Subito diede ordine di attaccare i cavalli!... [...]
Ancora, mi ricorda qualcuno... sempre la stessa persona, tra l'altro.
«Ma non si tratta affatto di questo,» lo interruppe Raskòlnikov, disgustato. «Semplicemente voi fate schifo, sia che abbiate ragione sia che non l'abbiate, e loro non vogliono saperne di voi, e vi scacciano. Perciò andatevene!» 
Eh, già! Riferito alla persona di cui sopra, indeed.
È un uomo intelligente, ma per agire in maniera intelligente l'intelligenza non basta.
Esatto.

sabato 21 febbraio 2015

Il giardino d'estate di Paullina Simons

Che dire? NOOOOOOOO! D:


Non so nemmeno io che cosa ho letto, so solo che non mi è piaciuto per niente. Per me è un romanzo che oscilla dallo stucchevole all'assurdo, passando per infinite sfumature di banalità.

*** SPOILER ***

Tatiana ha salvato Alexander dal campo di prigionia con un'azione da commando e adesso i due vagano per gli Stati Uniti in cerca di un posto in cui mettere radici. Alexander è tanto traumatizzato dall'esperienza bellica, Anthony (il figlio) è traumatizzato dall'abbandono di Tatiana e Tatiana è traumatizzata dalle ferite fisiche e psicologiche del marito.
Metà libro riguarda gli spostamenti della famiglia, le varie sistemazioni in stanze ammobiliate, la difficoltà di nascondere il passato, la mancanza di privacy dovuta alla presenza di un bambino piccolo sempre tra i piedi che impedisce di accoppiarsi come conigli e di litigare. La costante è sempre il sesso, in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi. Laghi di lacrime: Tatiana piange (!) a ogni orgasmo (!!!) per le sofferenze subite da suo marito.
A un certo punto Tatiana scopre che Alexander è ricercato perché dopo essere ritornato cittadino americano, mal consigliato dalla moglie, non si è presentato a un interrogatorio. Tatiana decide autonomamente di ignorare la cosa (ceeeeertoooo, come no?), fino a che Alexander ha un momento di lucidità e si rende conto che la moglie gli sta nascondendo qualcosa. Ovviamente finisce tutto a tarallucci e vino (che vuoi che sia, in pieno dopoguerra un russo, nato americano, ritornato americano che si dà alla macchia di punto in bianco) e anzi, Alexander viene "promosso" nell'intelligence dell'esercito statunitense perché, cito liberamente, è raro trovare un bilingue inglese-russo!


Da questo momento in poi, la famiglia decide di stabilirsi vicino Phoenix, in pieno deserto (il posto deve essere lontano dall'acqua, lontano dalle montagne e lontano dalle persone... -_-). Alexander trova lavoro in un'azienda edile, ovviamente di proprietà di individui loschi di cui lui, altrettanto ovviamente, si fida ciecamente. È incredibile come questo uomo sia sopravvissuto non tanto alla guerra, quanto a se stesso vista la facilità con cui si affida a persone palesemente di merda. Vabbè, Tatiana che è una santa onnipotente, ha ovviamente capito tutto, ma è incompresa. Prevedibilmente il nuovo migliore amico di merda di Alexander è attratto da Tatiana, poteva essere altrimenti? C'è un susseguirsi di liti, incomprensione e accoppiamenti fino all'inevitabile crisi con cui Alexander prende finalmente coscienza della merdosità di quelli che si è scelto come compari e molla tutto. Nel frattempo compie anche l'omicidio dell'ennesimo uomo interessato a sua moglie.
Rimasto senza lavoro, Alexander fonda un'azienda di costruzioni tutta sua e incredibile, ma vero fa un sacco di soldi. Così tanti che non sanno come spenderli. Tuttavia il pover'uomo è frustrato perché sua moglie fa sempre quello che le pare e non ne vuole sapere di restare a casa a fare la casalinga anni '50. Ancora incomprensioni e litigi, fino a che non la riempie di botte. Lei è così felice perché finalmente si sono chiariti, lui le ha aperto il suo cuore, lei è rimasta incinta, ha lasciato il lavoro per occuparsi del suo meraviglioso marito e vissero tutti felici e contenti.
Ebbene no! Il romanzo non è finito. Gli anni passano, Anthony diventa grande, si diploma a West Point, una prestigiosa accademia militare dell'esercito, e decide di partire per il Vietnam. Anthony, come i suoi genitori, è bravissimo in tutto, dotato oltre la media, affascinante, carismatico, etc. Cade in un'imboscata, si fa fottere da una vietcong alla quale racconta tutta la sua storia familiare (tuo padre e tua madre sono scappati dal regime stalinista e tu lo vai pure a raccontare in giro, soprattutto a una comunista! Cos'è il genio!?), viene catturato e sparisce dalla circolazione.
Visto che Tatiana e Alexander non stanno insieme per caso, Alexander decide di mollare moglie e figli negli USA per andare in Vietnam a recuperare il figlio disperso. Ovviamente ce la fa, muoiono non so quanti soldati e un colonnello (suo amico intimo e benefattore), ma ehi, chi se ne frega! riesce a riportare l'idiota a casa, senza un braccio, questo è l'importante. Entrambi prendono non ricordo quante medaglie per questo atto eroico (!!!!) E io lettrice dovrei pure esserne contenta.


Tutto è bene quel che finisce bene, no? E invece no perché non è ancora finita qui!
Seguono non so quanti capitoli in cui ci viene raccontata la vita familiare di questi maledetti Barrington nel corso degli anni. L'unica cosa che mi è rimasta impressa è che alla fine tutti gli uomini Barrington occupano ruoli di rilievo e prestigio nell'esercito statunitense: non male per la progenie di un tizio inizialmente considerato una spia russa in piena guerra fredda! -_- Soprattutto, molto credibile. Il resto è un susseguirsi di chi ha sposato chi, chi ha procreato chi, chi è morto, chi è nato, chi si è fidanzato, chi si è separato, chi ha studiato cosa, etc...


La Simons sarà pure nata russa, ma ha imparato benissimo a essere americana.

martedì 17 febbraio 2015

Tatiana & Alexander di Paullina Simons

No, no, no e ancora no!!!!! :( Alla fine del romanzo precedente non avevo grandi aspettative per il seguito, ma speravo almeno che rimanesse sullo stesso livello. Purtroppo non è così.

***SPOILER***

Il romanzo è un alternarsi di capitoli che raccontano il presente di Tatiana in America, il presente di Alexander in Russia e il passato di quest'ultimo, dall'infanzia americana fino alla partenza di Tatiana per la Finlandia.
Le parti più belle sono quelle di Alexander, soprattutto quelle che non conosciamo.
Gran parte dei capitoli di Alexander raccontano dal punto di vista dell'uomo eventi che abbiamo già letto nel primo romanzo e davvero non ne comprendo l'utilità visto che, alla fine, era tutto ampiamente intuibile dalla lettura precedente e i dettagli aggiunti non smentiscono, ma nemmeno arricchiscono in modo consistente l'idea che ci si è fatti del personaggio. Per me dover rileggere situazioni ed eventi che già conoscevo è stato abbastanza noioso.
Molto più interessante è stata l'adolescenza di Alexander, il rapporto con i genitori, la dissoluzione della sua famiglia e la privazione della libertà individuale operata dalle istituzioni sovietiche. È un crescendo di disagio, sofferenza e indifferenza che culmina con la separazione e quindi la morte. Altrettanto coinvolgenti sono i capitoli del battaglione penale e della prigionia e sono sempre più convinta che l'autrice sia molto più brava come "cronista" che come autrice di romance. Le parti romance sono davvero stucchevoli e ripetitive, un susseguirsi di scene di sesso condite con dialoghi banali ed eccessivamente melodrammatici.
La vita newyorkese di Tatiana è noiosa come poche cose al mondo.
Troppo buona, troppo caritatevole, troppo angelica, troppo bella, Tatiana continua ad essere un ideale più che una persona verosimile. E ovviamente tutti si innamorano di lei, coerentemente con il cliché per eccellenza del genere. Inoltre è capace di fare qualsiasi cosa, dall'impastare il pane al salvare feriti da morte certa (mentre i medici li danno per spacciati), passando per il maneggiare armi come un veterano, fino all'assurdo di penetrare in un campo di prigionia sovietico e riuscire a far evadere un sorvegliato speciale. Sono disposta a concedere tutta la sospensione dell'incredulità necessaria, ma questo mi sembra davvero un po' troppo oltre. Direi che l'autrice si è lasciata un po' prendere la mano. Peccato.

martedì 3 febbraio 2015

Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons

Mi piacciono i romanzi d'amore o sentimentali, ma mi piace che siano scritti bene e che la storia d'amore sia un veicolo, un pretesto per parlare di altro. Persino i romanzi di zia Jane vengono definiti harmony o romance da chi non li ha mai letti o li ha letti in modo superficiale e pregiudiziale, quindi spero sempre di imbattermi se non in una novella Jane Austen incompresa o sottovalutata, almeno in qualche brava/o autrice/tore che sappia raccontarmi qualcosa di più di due deficienti che si scambiano frasi melense e che vivono situazioni improbabili con l'unico scopo di accoppiarsi ripetutamente.
È con questo spirito che ho iniziato Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons e devo dire che all'inizio mi sembrava proprio di aver trovato il romanzo perfetto.

*** SPOILER ***

La prima metà del libro è molto molto bella, rievoca vagamente delle atmosfere a metà tra Il dottor Zivago e Guerra e Pace. Proprio a questi due titoli viene affiancato il romanzo. Chiaramente è un paragone assolutamente improbabile; li ho letti entrambi e nessuno è ancora riuscito ad evocare il senso di soffocamento, miseria e violenza di Zivago, così come la capacità di Tolstoj di creare personaggi a tutto tondo, con una personalità verosimile, che sembrano vivere autonomamente. Tuttavia leggendo si ha un lieve senso di déjà-vu che mi ha attratto ulteriormente verso la storia che, in certi passaggi, dà l'impressione di essere autobiografica o comunque ispirata a fatti personalmente conosciuti dall'autrice e non solo frutto di ricerca storica. In effetti è così, visto che i nonni della Simons sono sopravvissuti alla WWII in Unione Sovietica e lei ha vissuto lì fino agli 11 anni, mi pare.
Le premesse per scrivere un gran bel romanzo storico ci sono tutte e all'inizio sembra proprio così. Il romanzo inizia con l'entrata in guerra dell'URSS e l'incontro tra Tatiana e Alexander. Da questo momento in poi le pagine raccontano il graduale declino delle già misere condizioni di vita dei cittadini di Leningrado che fa da contraltare alla crescita del sentimento tra i due innamorati clandestini. È davvero bello. Le rinunce quotidiane, le riduzioni delle razioni, la paura, il sospetto, il dolore, la morte, l'egoismo e la resa psicologica e fisica: tutto questo crea un quadro molto vivo e realistico dei mesi precedenti l'assedio e dà l'idea che qualcosa di ineluttabile e incontrollabile si sta avvicinando. L'assedio vero e proprio, appunto. Il primo inverno durante l'assedio è devastante. È chiaro che l'autrice è brava e tiene molto a quello che sta raccontando. Non è intenzionata a sconvolgere il lettore, ma a coinvolgerlo sinceramente nel dolore dei suoi personaggi e con me, ha fatto assolutamente centro. Non scrive una cronaca degli orrori dell'assedio, ma racconta l'assedio attraverso gli occhi di Tatiana, una ragazza di 17 anni cresciuta dalla sua famiglia come una bambolina incapace e che improvvisamente diventa il sostegno di quella stessa famiglia ingrata. Tatiana soffre, ma non si lamenta, stringe i denti e va avanti; a volte sembra più un ideale che una persona in carne e ossa, ma in quel contesto specifico funziona. L'assedio è ridotto a una questione familiare, alle relazioni tra i familiari e pochi altri estranei. Sappiamo ciò che accade a tutta Leningrado perché sappiamo ciò che accade alla famiglia Metanov nel Quinto Soviet. È vero, la Simons ci parla anche dei mucchi di cadaveri per strada, degli agguati, dei bombardamenti, ma la reale percezione della tragedia in corso è data dal bollettino mortuario della famiglia Metanov.
La storia d'amore tra Tatiana e Alexander è presente, ma resta per forza un po' sullo sfondo. L'autrice è stata molto brava a dosare gli incontri tra i due protagonisti in modo che la presenza di Alexander sia davvero un sollievo per Tatiana, ma anche per il lettore. I loro incontri fugaci e clandestini, le frasi non dette, gli sguardi rubati, il toccarsi in modo apparentemente involontario aggiungono drammaticità alle vicende raccontate (già abbastanza drammatiche!) e manifestano molto bene il tormento interiore che travolge Tatiana e frena Alexander. Man mano che la vita scivola via da Tatiana, scivola via anche il velo che obliava il suo amore per Alexander. L'ultimo incontro tra Tatiana e Alexander e i momenti immediatamente successivi all'evacuazione di Tatiana e Dasha sono davvero heartbreaking! :'(
Purtroppo, però, da questo momento in poi il romanzo diventa un'altra cosa. Diventa un romance. Uguale a tutti gli altri romance.
Quando si creano le condizioni affinché Tatiana e Alexander possano finalmente stare insieme alla luce del sole, il sesso diventa l'unico veicolo narrativo. Che siano felici, tristi, arrabbiati, delusi, rancorosi, spaventati, l'unica soluzione presentata è il sesso. Tatiana come tutte le eroine dei romance diventa una specie di dea insaziabile e Alexander l'accontenta di buon grado.
Manca la misura e l'equilibrio. L'essenza dello stare insieme e dell'amore non è esclusivamente il sesso, mentre qui s'indugia troppo su questo aspetto e per me è stata una delusione.
Questo ha fatto sì che le parti del romanzo in cui i due protagonisti sono separati o impossibilitati a manifestare il loro legame, risultino più interessati e coinvolgenti. E anche più verosimili.
Se non ci fosse stato questa deviazione sulle abitudini di letto di Tatiana e Alexander e il conseguente abuso di scambi di battute un po' stucchevoli, sarebbe stato un gran bel romanzo. Purtroppo non è stato così.

venerdì 23 gennaio 2015

Farewell, Jack e Stephen!

E così finisce la serie di Aubrey&Maturin.
Certo, quella frase lasciata a metà mette davvero tanta tristezza. :(
Solo tre capitoli per pianificare il nuovo viaggio verso il Sud Africa; solo tre capitoli per salutare per sempre la Surprise in disarmo; solo tre capitoli per il nuovo ammiraglio della squadra blu; solo tre capitoli per Christine; solo tre capitoli per l'ultima esercitazione ai cannoni...

Grazie O'Brian per 20 romanzi ironici, avvincenti e coinvolgenti; per il coraggio, l'eroismo e l'umanità dei tuoi personaggi; per le stelle che si riflettono nell'oceano e le burrasche dell'oceano meridionale; per le isole della desolazione e le indigene polinesiane; per i vulcani marini e le balene; per il vento tra le sartie e l'onda prodiera; per Bonden, Killick, Pullings, Padeen, Joe Plaice, Babbington, Reade, Heneage Dundas, Jacob, Jagiello, Clarissa Oakes e per tutti i marinai, gli ufficiali, i soldati, le spie, i ribelli, i prigionieri, i berberi, i pirati, i banditi, i predoni, i balenieri, i mercanti... per tutto quello che mi ha tenuta incollata ai tuoi libri senza sentire il peso del tempo, per i sogni ad occhi aperti, per il mare, per il senso di libertà. Mi mancherà.

lunedì 19 gennaio 2015

The Secret Life of Walter Mitty

In questi giorni mi è capitato di vedere I sogni segreti di Walter Mitty (The Secret Life of Walter Mitty), film del 2013 che avevo volontariamente ignorato. Avevo visto il trailer al cinema e non mi aveva incuriosito. Dopo aver visto il film, posso dire che i miei dubbi sono stati confermati. Ho trovato il film abbastanza noioso e banale, irritante nelle scene delle fantasie ad occhi aperti. Che dico! Le ho proprio odiate queste scene. Altro che fantasie ad occhi aperti, quando m'incanto creo proprio colossal, ma vedersi rappresentati in quel modo idiota è fastidioso. :p La trama richiede una buona dose di sospensione dell'incredulità, ma se si considera il film alla stregua di una favola, non è un aspetto così negativo o fastidioso.
Non è un film brutto e inguardabile, quello no, è ben recitato e in certi momenti è anche coinvolgente, ma il tripudio di buoni sentimenti mi provoca l'orticaria. Dal mio modestissimo e inutile punto di vista, comunque, il film merita di essere visto principalmente per la fotografia spettacolare e per la bellissima colonna sonora.



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