sabato 28 febbraio 2015

Delitto e Castigo, frammenti.

Ho ripreso la lettura di Delitto e Castigo e non riesco a ricordare, né capire perché l'avessi messo da parte. È meraviglioso.
Petr Petrovic, d'altronde, era una di quelle persone apparentemente amabilissime in società, e con grandi pretese di cortesia, che tuttavia, appena qualcosa non va loro a genio, perdono tutte le loro doti e diventano simili più a sacchi di farina che a disinvolti cavalieri. 
Uhm... mi ricorda qualcuno...
 [...] ma so altrettanto bene che Marfa Petrovna, in fondo, era probabilmente contenta di questa mia, diciamo così, iniziativa. La storia con vostra sorella era ormai stata delibata fino all'ultima goccia. Da più di due giorni Marfa Petrovna era costretta a rimanere in casa; non aveva più niente da raccontare in città, e ormai aveva annoiato tutti con quella sua lettera [...]. Ed eccoti, a un tratto, quelle due frustate: una vera manna celeste! Subito diede ordine di attaccare i cavalli!... [...]
Ancora, mi ricorda qualcuno... sempre la stessa persona, tra l'altro.
«Ma non si tratta affatto di questo,» lo interruppe Raskòlnikov, disgustato. «Semplicemente voi fate schifo, sia che abbiate ragione sia che non l'abbiate, e loro non vogliono saperne di voi, e vi scacciano. Perciò andatevene!» 
Eh, già! Riferito alla persona di cui sopra, indeed.
È un uomo intelligente, ma per agire in maniera intelligente l'intelligenza non basta.
Esatto.

sabato 21 febbraio 2015

Il giardino d'estate di Paullina Simons

Che dire? NOOOOOOOO! D:


Non so nemmeno io che cosa ho letto, so solo che non mi è piaciuto per niente. Per me è un romanzo che oscilla dallo stucchevole all'assurdo, passando per infinite sfumature di banalità.

*** SPOILER ***

Tatiana ha salvato Alexander dal campo di prigionia con un'azione da commando e adesso i due vagano per gli Stati Uniti in cerca di un posto in cui mettere radici. Alexander è tanto traumatizzato dall'esperienza bellica, Anthony (il figlio) è traumatizzato dall'abbandono di Tatiana e Tatiana è traumatizzata dalle ferite fisiche e psicologiche del marito.
Metà libro riguarda gli spostamenti della famiglia, le varie sistemazioni in stanze ammobiliate, la difficoltà di nascondere il passato, la mancanza di privacy dovuta alla presenza di un bambino piccolo sempre tra i piedi che impedisce di accoppiarsi come conigli e di litigare. La costante è sempre il sesso, in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi. Laghi di lacrime: Tatiana piange (!) a ogni orgasmo (!!!) per le sofferenze subite da suo marito.
A un certo punto Tatiana scopre che Alexander è ricercato perché dopo essere ritornato cittadino americano, mal consigliato dalla moglie, non si è presentato a un interrogatorio. Tatiana decide autonomamente di ignorare la cosa (ceeeeertoooo, come no?), fino a che Alexander ha un momento di lucidità e si rende conto che la moglie gli sta nascondendo qualcosa. Ovviamente finisce tutto a tarallucci e vino (che vuoi che sia, in pieno dopoguerra un russo, nato americano, ritornato americano che si dà alla macchia di punto in bianco) e anzi, Alexander viene "promosso" nell'intelligence dell'esercito statunitense perché, cito liberamente, è raro trovare un bilingue inglese-russo!


Da questo momento in poi, la famiglia decide di stabilirsi vicino Phoenix, in pieno deserto (il posto deve essere lontano dall'acqua, lontano dalle montagne e lontano dalle persone... -_-). Alexander trova lavoro in un'azienda edile, ovviamente di proprietà di individui loschi di cui lui, altrettanto ovviamente, si fida ciecamente. È incredibile come questo uomo sia sopravvissuto non tanto alla guerra, quanto a se stesso vista la facilità con cui si affida a persone palesemente di merda. Vabbè, Tatiana che è una santa onnipotente, ha ovviamente capito tutto, ma è incompresa. Prevedibilmente il nuovo migliore amico di merda di Alexander è attratto da Tatiana, poteva essere altrimenti? C'è un susseguirsi di liti, incomprensione e accoppiamenti fino all'inevitabile crisi con cui Alexander prende finalmente coscienza della merdosità di quelli che si è scelto come compari e molla tutto. Nel frattempo compie anche l'omicidio dell'ennesimo uomo interessato a sua moglie.
Rimasto senza lavoro, Alexander fonda un'azienda di costruzioni tutta sua e incredibile, ma vero fa un sacco di soldi. Così tanti che non sanno come spenderli. Tuttavia il pover'uomo è frustrato perché sua moglie fa sempre quello che le pare e non ne vuole sapere di restare a casa a fare la casalinga anni '50. Ancora incomprensioni e litigi, fino a che non la riempie di botte. Lei è così felice perché finalmente si sono chiariti, lui le ha aperto il suo cuore, lei è rimasta incinta, ha lasciato il lavoro per occuparsi del suo meraviglioso marito e vissero tutti felici e contenti.
Ebbene no! Il romanzo non è finito. Gli anni passano, Anthony diventa grande, si diploma a West Point, una prestigiosa accademia militare dell'esercito, e decide di partire per il Vietnam. Anthony, come i suoi genitori, è bravissimo in tutto, dotato oltre la media, affascinante, carismatico, etc. Cade in un'imboscata, si fa fottere da una vietcong alla quale racconta tutta la sua storia familiare (tuo padre e tua madre sono scappati dal regime stalinista e tu lo vai pure a raccontare in giro, soprattutto a una comunista! Cos'è il genio!?), viene catturato e sparisce dalla circolazione.
Visto che Tatiana e Alexander non stanno insieme per caso, Alexander decide di mollare moglie e figli negli USA per andare in Vietnam a recuperare il figlio disperso. Ovviamente ce la fa, muoiono non so quanti soldati e un colonnello (suo amico intimo e benefattore), ma ehi, chi se ne frega! riesce a riportare l'idiota a casa, senza un braccio, questo è l'importante. Entrambi prendono non ricordo quante medaglie per questo atto eroico (!!!!) E io lettrice dovrei pure esserne contenta.


Tutto è bene quel che finisce bene, no? E invece no perché non è ancora finita qui!
Seguono non so quanti capitoli in cui ci viene raccontata la vita familiare di questi maledetti Barrington nel corso degli anni. L'unica cosa che mi è rimasta impressa è che alla fine tutti gli uomini Barrington occupano ruoli di rilievo e prestigio nell'esercito statunitense: non male per la progenie di un tizio inizialmente considerato una spia russa in piena guerra fredda! -_- Soprattutto, molto credibile. Il resto è un susseguirsi di chi ha sposato chi, chi ha procreato chi, chi è morto, chi è nato, chi si è fidanzato, chi si è separato, chi ha studiato cosa, etc...


La Simons sarà pure nata russa, ma ha imparato benissimo a essere americana.

martedì 17 febbraio 2015

Tatiana & Alexander di Paullina Simons

No, no, no e ancora no!!!!! :( Alla fine del romanzo precedente non avevo grandi aspettative per il seguito, ma speravo almeno che rimanesse sullo stesso livello. Purtroppo non è così.

***SPOILER***

Il romanzo è un alternarsi di capitoli che raccontano il presente di Tatiana in America, il presente di Alexander in Russia e il passato di quest'ultimo, dall'infanzia americana fino alla partenza di Tatiana per la Finlandia.
Le parti più belle sono quelle di Alexander, soprattutto quelle che non conosciamo.
Gran parte dei capitoli di Alexander raccontano dal punto di vista dell'uomo eventi che abbiamo già letto nel primo romanzo e davvero non ne comprendo l'utilità visto che, alla fine, era tutto ampiamente intuibile dalla lettura precedente e i dettagli aggiunti non smentiscono, ma nemmeno arricchiscono in modo consistente l'idea che ci si è fatti del personaggio. Per me dover rileggere situazioni ed eventi che già conoscevo è stato abbastanza noioso.
Molto più interessante è stata l'adolescenza di Alexander, il rapporto con i genitori, la dissoluzione della sua famiglia e la privazione della libertà individuale operata dalle istituzioni sovietiche. È un crescendo di disagio, sofferenza e indifferenza che culmina con la separazione e quindi la morte. Altrettanto coinvolgenti sono i capitoli del battaglione penale e della prigionia e sono sempre più convinta che l'autrice sia molto più brava come "cronista" che come autrice di romance. Le parti romance sono davvero stucchevoli e ripetitive, un susseguirsi di scene di sesso condite con dialoghi banali ed eccessivamente melodrammatici.
La vita newyorkese di Tatiana è noiosa come poche cose al mondo.
Troppo buona, troppo caritatevole, troppo angelica, troppo bella, Tatiana continua ad essere un ideale più che una persona verosimile. E ovviamente tutti si innamorano di lei, coerentemente con il cliché per eccellenza del genere. Inoltre è capace di fare qualsiasi cosa, dall'impastare il pane al salvare feriti da morte certa (mentre i medici li danno per spacciati), passando per il maneggiare armi come un veterano, fino all'assurdo di penetrare in un campo di prigionia sovietico e riuscire a far evadere un sorvegliato speciale. Sono disposta a concedere tutta la sospensione dell'incredulità necessaria, ma questo mi sembra davvero un po' troppo oltre. Direi che l'autrice si è lasciata un po' prendere la mano. Peccato.

sabato 14 febbraio 2015

Valentino

Inspiegabilmente stamattina alcuni clienti mi hanno augurato "Buon San Valentino!" e io mi son ritrovata a dover rispondere "Grazie... e altrettanto (!?)" per non sembrare scortese. Non sapevo che a San Valentino si facessero gli auguri come a Natale (per altro, essendo agnostica, non dispenso auguri in occasione delle feste religiose), ma pensandoci, dopo aver ricevuto gli auguri per Ferragosto, credo che vada bene tutto.
Inutile dire che io non festeggio San Valentino e anche il mio romanticissimo marito si è adeguato a questa mia decisione, controvoglia devo dire, ma se San Valentino deve essere, che sia come piace a me. Vadite retro fiori, cioccolatini, regali, cenette&co.!

René Magritte - Gli amanti

Adriano e Antinoo - British Museum

Cesare Borgia - Altobello Melone

Magari se mi verrà in mente qualcos'altro, lo aggiungerò... :3

martedì 3 febbraio 2015

Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons

Mi piacciono i romanzi d'amore o sentimentali, ma mi piace che siano scritti bene e che la storia d'amore sia un veicolo, un pretesto per parlare di altro. Persino i romanzi di zia Jane vengono definiti harmony o romance da chi non li ha mai letti o li ha letti in modo superficiale e pregiudiziale, quindi spero sempre di imbattermi se non in una novella Jane Austen incompresa o sottovalutata, almeno in qualche brava/o autrice/tore che sappia raccontarmi qualcosa di più di due deficienti che si scambiano frasi melense e che vivono situazioni improbabili con l'unico scopo di accoppiarsi ripetutamente.
È con questo spirito che ho iniziato Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons e devo dire che all'inizio mi sembrava proprio di aver trovato il romanzo perfetto.

*** SPOILER ***

La prima metà del libro è molto molto bella, rievoca vagamente delle atmosfere a metà tra Il dottor Zivago e Guerra e Pace. Proprio a questi due titoli viene affiancato il romanzo. Chiaramente è un paragone assolutamente improbabile; li ho letti entrambi e nessuno è ancora riuscito ad evocare il senso di soffocamento, miseria e violenza di Zivago, così come la capacità di Tolstoj di creare personaggi a tutto tondo, con una personalità verosimile, che sembrano vivere autonomamente. Tuttavia leggendo si ha un lieve senso di déjà-vu che mi ha attratto ulteriormente verso la storia che, in certi passaggi, dà l'impressione di essere autobiografica o comunque ispirata a fatti personalmente conosciuti dall'autrice e non solo frutto di ricerca storica. In effetti è così, visto che i nonni della Simons sono sopravvissuti alla WWII in Unione Sovietica e lei ha vissuto lì fino agli 11 anni, mi pare.
Le premesse per scrivere un gran bel romanzo storico ci sono tutte e all'inizio sembra proprio così. Il romanzo inizia con l'entrata in guerra dell'URSS e l'incontro tra Tatiana e Alexander. Da questo momento in poi le pagine raccontano il graduale declino delle già misere condizioni di vita dei cittadini di Leningrado che fa da contraltare alla crescita del sentimento tra i due innamorati clandestini. È davvero bello. Le rinunce quotidiane, le riduzioni delle razioni, la paura, il sospetto, il dolore, la morte, l'egoismo e la resa psicologica e fisica: tutto questo crea un quadro molto vivo e realistico dei mesi precedenti l'assedio e dà l'idea che qualcosa di ineluttabile e incontrollabile si sta avvicinando. L'assedio vero e proprio, appunto. Il primo inverno durante l'assedio è devastante. È chiaro che l'autrice è brava e tiene molto a quello che sta raccontando. Non è intenzionata a sconvolgere il lettore, ma a coinvolgerlo sinceramente nel dolore dei suoi personaggi e con me, ha fatto assolutamente centro. Non scrive una cronaca degli orrori dell'assedio, ma racconta l'assedio attraverso gli occhi di Tatiana, una ragazza di 17 anni cresciuta dalla sua famiglia come una bambolina incapace e che improvvisamente diventa il sostegno di quella stessa famiglia ingrata. Tatiana soffre, ma non si lamenta, stringe i denti e va avanti; a volte sembra più un ideale che una persona in carne e ossa, ma in quel contesto specifico funziona. L'assedio è ridotto a una questione familiare, alle relazioni tra i familiari e pochi altri estranei. Sappiamo ciò che accade a tutta Leningrado perché sappiamo ciò che accade alla famiglia Metanov nel Quinto Soviet. È vero, la Simons ci parla anche dei mucchi di cadaveri per strada, degli agguati, dei bombardamenti, ma la reale percezione della tragedia in corso è data dal bollettino mortuario della famiglia Metanov.
La storia d'amore tra Tatiana e Alexander è presente, ma resta per forza un po' sullo sfondo. L'autrice è stata molto brava a dosare gli incontri tra i due protagonisti in modo che la presenza di Alexander sia davvero un sollievo per Tatiana, ma anche per il lettore. I loro incontri fugaci e clandestini, le frasi non dette, gli sguardi rubati, il toccarsi in modo apparentemente involontario aggiungono drammaticità alle vicende raccontate (già abbastanza drammatiche!) e manifestano molto bene il tormento interiore che travolge Tatiana e frena Alexander. Man mano che la vita scivola via da Tatiana, scivola via anche il velo che obliava il suo amore per Alexander. L'ultimo incontro tra Tatiana e Alexander e i momenti immediatamente successivi all'evacuazione di Tatiana e Dasha sono davvero heartbreaking! :'(
Purtroppo, però, da questo momento in poi il romanzo diventa un'altra cosa. Diventa un romance. Uguale a tutti gli altri romance.
Quando si creano le condizioni affinché Tatiana e Alexander possano finalmente stare insieme alla luce del sole, il sesso diventa l'unico veicolo narrativo. Che siano felici, tristi, arrabbiati, delusi, rancorosi, spaventati, l'unica soluzione presentata è il sesso. Tatiana come tutte le eroine dei romance diventa una specie di dea insaziabile e Alexander l'accontenta di buon grado.
Manca la misura e l'equilibrio. L'essenza dello stare insieme e dell'amore non è esclusivamente il sesso, mentre qui s'indugia troppo su questo aspetto e per me è stata una delusione.
Questo ha fatto sì che le parti del romanzo in cui i due protagonisti sono separati o impossibilitati a manifestare il loro legame, risultino più interessati e coinvolgenti. E anche più verosimili.
Se non ci fosse stato questa deviazione sulle abitudini di letto di Tatiana e Alexander e il conseguente abuso di scambi di battute un po' stucchevoli, sarebbe stato un gran bel romanzo. Purtroppo non è stato così.