lunedì 25 maggio 2015

Cumuli di pietre

Nonostante in miei buoni propositi non riesco ad esimermi da leggere le perle di saggezza con cui i miei connazionali commentano articoli e post sui siti dei quotidiani, sui blog e sui social network. È una pratica malsana perché mi sbatte in faccia una cosa nota e universalmente riconosciuta, ovvero che l'umano medio fa schifo: è gretto, privo di sensibilità, ignorante e affetto da un grandioso analfabetismo funzionale. E soprattutto ha un'opinione oscena su qualsiasi cosa, dal fuorigioco alla microbiologia, passando per la politica internazionale, la finanza, la storia, l'etica, la ricerca scientifica tout court e in pratica tutto lo scibile umano. Non c'è un tema preferito rispetto a un altro, questo individuo riesce a dare il peggio di sé persino commentando il gossip.
Avere opinioni non è di per sé un male, ma lo è quando prende piede l'idea assurda che tutte le opinioni abbiano lo stesso valore e soprattutto che un'opinione sia sempre lecita. Beh, no. Ci sono ambiti in cui si smette di considerare le opinioni e si parla invece di fatti dimostrati, quindi il giustificare una cacata detta con la frase "sarò libero di esprimere la mia opinione?" non ha senso alcuno. E anche dove non ci sono fatti univoci, diciamo che, salvo rarissime eccezioni, l'opinione di un tizio laureato all'università di Youtube non ha proprio lo stesso valore di uno che ha passato tutta la vita a studiare determinati fenomeni con criteri rigorosi e oggettivi (un ricercatore insomma, in qualsiasi disciplina).
Sto andando troppo oltre, comunque, la questione a cui mi sto riferendo è molto più terra terra, per certi versi.
La grettezza di questo tipo di individuo non gli consente di comprendere il valore della cultura intesa non solo come il risultato di conoscere cose, ma anche come quel bagaglio comune che l'umanità accumula da millenni. La nostra identità di terrestri, contraddittoria e spesso meschina; la nostra evoluzione dall'uomo che raccoglie le bacche all'uomo che riesce a far atterrare un lander su una cometa. Non è solo Storia, è anche Arte, Filosofia e Scienza. Tutto ciò che non riguarda la vita quotidiana (ovvero casa, lavoro, cibo, qualche intrattenimento, automobile, figli, etc) è considerato inutile, anche se probabilmente in assenza delle quattro cose sopra elencate, non esisterebbe alcuna vita quotidiana, ma solo sopravvivenza quotidiana (e, in effetti, non è detto che il gretto di cui sto parlando possa comprendere la differenza).
Nei giorni passati mi è capitato di leggere una dichiarazione, assolutamente condivisibile, del presidente del FAI a proposito di Palmira che veniva definita importante quanto Pompei (io amo Pompei, passeggio tra le sue strade come se mi trovassi tra le vetrine del centro, per dire). Purtroppo non mi sono fermata alla dichiarazione, ma ho letto anche i commenti degli utenti e ho irrimediabilmente rovinato la mia giornata. Partendo dal fatto che non si possono paragonare le vite umane alle rovine archeologiche, bisogna tenere presente che queste ultime hanno comunque un valore intrinseco che andrebbe tutelato.
Pompei, così come Palmira, sono lì da più di 2000 anni se consideriamo solo la loro storia romana; il loro grado di conservazione ci racconta la vita di una civiltà ormai estinta, ma della quale abbiamo assimilato alcuni valori, pratiche, gusti e consuetudini (tanto per fare un esempio, l'istituto del matrimonio è di origine romana). La nostra storia è la nostra identità e mostra come il Medio Oriente non sia qualcosa di alieno a noi, distante e ostile in sé. Gli individui che definiscono luoghi come Palmira o Pompei "solo dei mucchi di pietre" non hanno ben chiaro questo concetto e non ne capiscono l'importanza. Importanza EVIDENTEMENTE ben nota persino agli squilibrati dell'ISIS che altrimenti si limiterebbero a massacrare civili e sgozzare giornalisti, invece di devastare i siti archeologici. Prima di Palmira ci sono state Mossul, Nimrud e Hatra.

lunedì 11 maggio 2015

Tramonti marziani

Su Marte i tramonti possono essere azzurri a causa delle particelle di polvere sospese nell'atmosfera che consentono alla radiazione blu di penetrare più facilmente rispetto ai colori con lunghezza d'onda più lunga (come il giallo o l'arancio).
NASA/JPL-Caltech/MSSS

Foto meravigliosa che mi colpisce dal punto di vista estetico, emotivo e razionale. Non faccio fatica a immaginarmi lì sulla superficie del cratere Gale ad ammirare uno spettacolo così suggestivo, come se mi trovassi in un qualsiasi luogo terrestre.

Quando ho visto questa foto mi è venuto il mente il sole bianco di Dune (anche se mi pare che il cielo fosse giallo...). :D

martedì 5 maggio 2015

F = mg

È incredibile quanta poca consapevolezza abbiamo, noi umani, della forza di gravità; eppure con una gravità maggiore o minore, non saremmo quello che oggi siamo e non potremmo vivere la vita così come la conosciamo. Da questo punto di vista, i video girati sulla ISS sono illuminanti.
In orbita, in assenza di peso, è difficile persino piangere. ^^

lunedì 4 maggio 2015

De parentibus #2

So di essere ripetitiva, ma certi genitori fanno davvero tanto schifo. Giudico un sacco, sì, ma certi comportamenti mi lasciano davvero allibita e per me vanno oltre qualsiasi giustificazione.
Prima di tutto, penso cose indicibili delle donne incinte che fumano (ma anche che bevono e che in generale hanno comportamenti che possono danneggiare lo sviluppo del feto). C'è una mia cliente che lo fa e ogni volta che compra un pacchetto mi sento male, come se fossi, non lo so, un boia. Forse è perché sono una donna e sento la responsabilità della maternità; noto che sugli uomini intorno a me non fa lo stesso effetto.
Non sono generalmente contraria al fumo, così come a nessuna forma di dipendenza o all'uso di sostanze varie per uso ricreativo; credo che l'individuo, entro certi limiti dettati dal rispetto del prossimo e delle sue libertà individuali, debba godere di totale autodeterminazione.
Quando sei incinta, però, non sei più un individuo. Nel momento in cui decidi di far crescere una nuova vita dentro di te, dovresti anche rispettarla e garantirle il meglio. Un pacchetto di sigarette al giorno non lo è. E "non posso farne a meno" non è una giustificazione valida.
Seconda cosa, penso cose altrettanto indicibili dei genitori che non si prendono cura dei figli. E per me, "prendersi cura" non significa solo garantire un tetto sulla testa, vestiti e un frigorifero pieno di cibo. È esserci quando ho bisogno di te. Se sai che sono in difficoltà perché ti giri dall'altra parte?
I genitori sono essere umani, come tutti, e possono essere persone orribili, come tutti, però a differenza degli stronzi generici, possono farti davvero molto male. Subire costantemente l'indifferenza del proprio genitore immagino sia un trauma totale per un figlio a qualsiasi età, ma forse da bambino e da adolescente ti ferisce in un modo che sarà difficile curare.